Cinque giorni che non dormo
Lascia un commento // Scritto il 25 mar 2005 // PersonalE’ un sacco di tempo, sopratutto per me. E poi, sono cinque giorni che accadono fatti strani, di cui proprio non mi capacito. Il carattere delle persone è strano, incomprensibile la maggior parte delle volte, eppure pensavo di riuscire a venirne a capo ogni tanto. Mi sto sorprendendo -negativamente- di quanto poco so di chi mi sta vicino. Ho in mente di dover fare una telefonata importante, da ieri notte, dopo il concerto dei Latte e i suoi derivati. Che, come al solito, è stato bellissimo, nonostante la gente che mi camminava sopra. Ma vabbè, quasi tutti hanno chiesto scusa. Torno a casa che è tardi per fare la mia telefonata importante. Ci penserò domani. La ditta di traslochi che smonta la cucina del piano di sopra decide che alle otto si può trascinare un frigorifero per le scale urlando cazzate. Io non sono molto in accordo, vabbè che devo fare una telefonata importante, ma alle otto non telefono neanche se ne dipende la mia vita.
Il sonno si prolunga fino all’ora di pranzo. Una volta in piedi, non c’è tempo, sono solo e devo cucinare da me. Solito pranzo al microonde. Dopo pranzo è finalmente giunto il momento della mia telefonata importante. prendo il telefono e… apro la porta di casa ai parenti che sono arrivati a fare gli auguri di Pasqua. Il telefono finisce sotto i cuscini del divano, l’umore non è pessimo ma inizia a zoppicare e sospetto di non riuscire ad uscire di casa. Gli impegni saltano, il tempo si allunga, l’aria di casa inizia a stufare. Arriva ora di cena e sono di nuovo solo. Davanti ai fornelli stavolta, il microonde non lo sopporto più.
Dopo cena mi rilasso davanti alla TV e la telefonata importante non la faccio. Ora sto qui che guardo il cellulare, potrei farla ora, ma sono cinque giorni che non dormo.
Sarà che dormo molto la notte.
Tutto ciò che si trova in queste pagine è pubblicato secondo licenza