//
Scritto il 05 mar 2005 // Personal
Anche la F1 è arrivata. Attesissima da me e dai colleghi. La tradizionale notte insonne si avvicina (ma stavolta, per lavoro, è preceduta da sorte del tutto simile nei due gioni precedenti). Così tra fiori sanremesi, promesse non mantenute, pioggia (tanta pioggia) e sopratutto poco tempo per rilassarsi uno dovrebbe sentirsi un po’ stanco: e invece… calcetto anche oggi. Almeno c’è bel tempo… e poi l’importante è partecipare.
//
Scritto il 03 mar 2005 // Personal
Anche l’ultimo esame è dato. In maniera del tutto imprevedibile, senza aver passato mesi sui libri ma solo molto meno del minimo indispensabile, e non importa com’è andato. Mi interessa rilassarmi un po’ da un periodo che mi ha veramente stressato. Almeno per qualche settimana devo ricaricare le pile, poi ci ripenserò. Farò tutto da solo, meglio così.
Domani sarò più lucido e avrò più cose da raccontare. Per ora mi rilasso con la colonna sonora del momento.
When I was young
I never needed anyone
And making love was just for fun
Those days are gone
Livin’ alone
I think of all the friends I’ve known
When I dial the telephone
Nobody’s home
All by myself
Don’t wanna be
All by myself
Anymore
Hard to be sure
Sometimes I feel so insecure
And loves so distant and obscure
Remains the cure
All by myself
Don’t wanna be
All by myself
Anymore
All by myself
Don’t wanna live
All by myself
Anymore
When I was young
I never needed anyone
Making love was just for fun
Those days are gone
All by myself
Don’t wanna be
All by myself
Anymore
All by myself
Don’t wanna live
Oh
Don’t wanna live
By myself, by myself
Anymore
By myself
Anymore
Oh
All by myself
Don’t wanna live
I never, never, never
Needed anyone
//
Scritto il 01 mar 2005 // Personal
Ricordati di dimenticare come si fa, mi raccomando. Non vorrei che ti trovassi impreparato la prossima volta. No no, non ti preoccupare vedrai che ogni volta si rinizia da capo l’esperienza non serve. E’ inutile cercare di fare quello che hai fatto le altre volte prima di questa, tanto non funziona. Ogni volta è diversa. Ogni esito è diverso. Non puoi fare sempre la cosa giusta se fai sempre la stessa cosa, devi variare, essere fantasioso ma rientrare negli schemi, sii te stesso e segui l’istinto ma non andare troppo per i fatti tuoi. Ricordati che siete in due. Ma poi, in fondo, cos’è che ti preoccupa? Te la sei sempre cavata. Ah già, la paura di fare brutta figura perchè sei impreparato. Ma dai, è stato sempre così e sei sempre stato molto meglio di chi, magari, ci si prepara per mesi. E’ così, è talento. Magari sbagli tutto, ma sembri più esperto di tutti. E vabbè che oggi non è stato proprio il massimo, ci sarà anche di peggio. Bisogna sapersi accontentare.
In fondo 28/30 è un buon voto. Non avevi studiato quasi per niente. Ma che ci vuoi fare, sei convincente. Ma dimenticati come te la sei cavata stavolta: la prossima volta studia di più. E non farti tutti ‘sti pensieri prima che ti chiami. Pensa a ripassare.
//
Scritto il 27 feb 2005 // Personal
Non importa come vada. L’importante è che finisca. Un periodo così è sempre stressante.
Mi do la forza di andare avanti pensando che, comunque vada, amen, e poi sarà finita. Cerco di trovare forza dal (presunto) divertimento che mi imporrò dopo. Intanto passo la giornata a decidere cosa voglio dopo.
Voglio PlayStation e F1, uscite tutti i giorni e sonni tranquilli. Voglio perdere i sensi di colpa, voglio sentire il tempo dilatarsi, voglio aspettare i fiori sugli alberi e il sole sulla pelle. Non importa quanto tempo deve ancora passare, voglio che passi. Voglio sapere che sta passando. Voglio prendermi cura di me, di chi mi sta vicino, voglio ri-trovare la forza di sorridere a tutti, di sopportare chi non sopporto. Voglio tranquillità, caffè e pasticcini. Voglio sette pranzi della domenica a settimana, voglio perdere tempo e non maledirmi perchè lo faccio. Voglio "un mondo comodo, che paga per fare lo splendido". Voglio il sole che entra dalla finestra.
Voglio la sabbia sotto il telo, il rumore del mare in lontananza e i problemi altrove. Voglio ridere sul serio. Voglio l’odore di gomme, miscela, asfalto e cordoli. Voglio controsterzi e sportellate. Voglio ridere sotto al casco perchè non pensavo di riuscirci un’altra volta.
Voglio ritornare a stupirmi e a stupire. Voglio sentire di nuovo il cuore battere. Voglio sudare freddo. Voglio "vivere, ma sulla pelle mia". Voglio uscirne. Voglio.
//
Scritto il 27 feb 2005 // Personal
E’ un periodo che provo nostalgia. Sento mancanza. Sarà il giorno, non proprio da segnare come il migliore per la data che ricorda. 365 giorni fa, te n’eri andato, e da allora milardi di pensieri. Che poi è sempre lo stesso, ma esprime a volte rabbia, a volte tristezza, a volte malinconia.
E ora mi manca anche lei. Perchè quando c’è lei i problemi non esistono, o almeno rimangono dietro la porta, non entrano. La luce che porta con sè li spaventa. Spaventava anche me.
Sono rare le persone che possono cambiarti così tanto. Dentro e fuori. Renderti migliore, farti somigliare a ciò che vorresti essere e che, nonostante lei, non sarai mai. Ma almeno lei ti dà la forza di provarci.
Sapere che c’è lei, che ti apprezza per come sei sempre stato, senza compromessi. Non ti chiede nient’altro, se non di essere come sei. E’ lì che sta il sergreto, mi ripete. E io amo darle ragione. Mi manca, mi manca, mi manca. Mi manca perdermi negli occhi che ha e che, senza parole, ti parlano: promettono, intrigano, perdonano, rallegrano. Senza chiedere nient’altro in cambio.
Mi manca, come all’affamato manca da mangiare. Come dire che ne ho bisogno, non posso farne a meno, anche se certe volte la dieta la devi fare, che ti piaccia o no. E non venitemi a dire che c’è a chi piace fare la dieta. Vorrei averti vicino ora per dirti queste cose di persona, potrei consolarmi sperando che verrai a leggerle, ma so che non andrà così. Maledette mancanze tecniche.
In fondo in fondo, però, sorrido perchè so che le sai. E che, prima o poi, potrò averti di nuovo con me.
Senza di te è già difficile. Senza U, poi, è stato davvero faticoso.