I rapporti personali sono complicati, enigmatici, il più delle volte incomprensibili. Quante volte non riusciamo a spiegarci il significato di un gesto, di una parola, di un comportamento… forse troppe. Forse parlare di più e ricamare di meno potrebbe essere una soluzione: vorrei più rapporti chiari, cristallini. Gente che non prova a immaginare cosa ti passa per la testa ma te lo chiede, se gli interessa.
E quest’ultima cosa non è certo di poca rilevanza: quante volte ci fanno domande alle quali non possiamo, non sappiamo, o più semplicemente non vogliamo dare una risposta? A me capita spesso, ma sono acido.
Domande di cortesia, pensate voi. Io non ne sono così sicuro, credo che sia ammirevole avere attenzioni per qualcuno solo quando hai veramente voglia di avercele. Altrimenti è solo fare fiction, ma è veramente cortese nei confronti del prossimo? Alla fine del discorso, ancora non so il perchè, ma anche se non me ne fregerà niente chiederò "come stai" a tutti quelli che incontrerò.
Tanto già lo so che alle persone a cui tengo davvero non ho bisogno di chiederlo, perchè lo so già.
Se questo blog lo legge qualcuno che mi conosce, e questo qualcuno si sentirà chiedere da me "come stai" la prossima volta che lo vedrò, beh questo qualcuno o mi prenderà a sberle o inizierà a fare dei ricami sul perchè glielo abbia chiesto. E torniamo al punto di partenza.
No, così non si trova la soluzione. Semplifichiamo: come faceva una mia amica (approposito, so che tu vieni a leggere ma non ci vediamo da un po’: come stai?) che elencava le 27 cose da sapere di lei per una convivenza anche limitata ai soli festeggiamenti per l’anno nuovo, anche io ho qualcosa che la gente non sa di me e che, forse, dovrebbe sapere. Ma per prima cosa non riuscirò a fermarmi a 27, poi non risulterò ironico come lei e verrò preso per acido. Ma anche per questo punto siamo già passati.
Meglio far finta di niente e ricominciare: allora, dov’è il problema? Che i rapporti interpersonali sono complicati, e fin qui ci siamo. Ma cosa li rende tali? La mancanza di comunicazione. Timidezza o imbarazzo, forse. O, forse, il fatto che ci riesce più facile fare una domanda di cui non ci interessa la risposta piuttosto che chiedere qualcosa che vorremmo sapere davvero, come se domandando mettessimo in imbarazzo il nostro interlocutore e, facendo domande -per noi- poco interessanti, possiamo in qualche modo metterlo a suo agio. Ma, se ci riconosciamo in quest’ultima frase, perchè domandare? Se pensiamo che porre un interrogativo a una persona cara gli porti imbarazzo, tanto vale non farne, di nessun tipo.
Un vero rompicapo acido, non ve lo aspettavate, eh?
La verità è che nessuno di noi può vivere una vita sola, ma ne vive tante: e in ognuna di queste è una persona diversa, che gli piaccia o no. Il caro vecchio Pirandello. La differenza vera è che ci sono persone che riescono ad avere maschere sempre giuste e persone che di maschera buona ne hanno una sola e se la giocano dove gli pare più giusto. Ecco perchè è difficile amare davvero una persona fino in fondo: è voler bene a tutte le sue maschere, le sue situazioni e il suo modo di affrontarle. Se non riesci a voler bene a qualcuno in maniera, diciamola così, globale, forse non gli vuoi bene davvero, ma vuoi bene solo a una parte, a una maschera. E prima di dirli che gli vuoi bene, dovresti specificare a quale parte ti riferisci. Rapporti cristallini.
Se qualcuno vi dice che "resta così per sempre" vi sta mentendo: la perfezione di un momento non porta la perfezione assoluta. Le cose belle non darebbero così godimento se le avessimo tutti i giorni: la prima volta che siamo usciti da soli di casa, forse per andare a prendere il latte nel bar in fondo alla strada, abbiamo provato una sensazione di indipendenza, libertà, ci siamo sentiti un po’ più grandi. Oggi che da soli ci uscite tutti i giorni, non vi sembra così bello come la prima volta. Ha ragione il Liga, "voglio tornare vergine ogni volta che io ce n’ho voglia". Al di là che non l’avrei messa giù proprio così, a livello grammaticale, però condivido, quando per verginità non intendi solamente quella strettamente sessuale.
Dato per certo che le cose belle, quelle davvero belle, non le apprezziamo fino in fondo se non abbiamo contrapposizioni, è anche vero che per certe cose belle ci vuole tempo.
Alla fine di tutto questo delirio, la certezza è una: non ci sono certezze. Ma c’è sempre un secondo modo di vedere le cose.