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I diavoletti rossi

1 Commento // Scritto il 20 mar 2006 // Diavoletti
Sono spiccatamente di parte e questo lo sa chiunque mi conosce. I diavoletti, visto che sono miei, sono spiccatamente di parte, della stessa dove sono io. E oggi sono quasi tutti monotematici, ma c’è un motivo: quando uno sente una cosa che non gli sta bene, ha sempre voglia di dirlo a qualcuno. E visto che io un modo di parlare ce l’ho lo sfrutto. Che poi qualcuno voglia leggere, è un’altra storia.
Per bene
I simpaticoni che hanno sfilato a Milano qualche giorno fa, quelli contro cui i no-global hanno mandato in atto la guerriglia urbana, erano stati definiti “persone per bene” dal nostro Pelato Presidente.
Lo stesso sign. Pelato ha poi detto che, temendo i brogli elettorali della sinistra, manderà delle persone per bene a controllare che non si verifichino. Ho paura di dover fare il saluto romano entrando in cabina elettorale.
Confindustria fatti i conti
Il Presidente Pelato ha promesso a confindustria che riuscirà a mettere in pratica 1700 provvedimenti utili in 4 anni e mezzo per l’industria italiana. Forse era rincoglionito dagli antidolorifici, perchè vorrebbe dire che in poco più di mille e cinquecento giorni deve fare 1700 provvedimenti, più di uno al giorno vacanze incluse. E il tempo per vedere le partite del Milan dove lo trova?
Non ci facciamo riconoscere / 1
“Berlusconi è il più pericoloso fenomeno politico in Europa. Rappresenta la più seria minaccia alla democrazia nell’Europa occidentale dal 1945. Si può obiettare che l’estrema destra rappresentata da figure apertamente razziste e xenofobe come Jean Marie Le Pen e Joerg Heider siano un pericolo più serio, ma queste figure rimangono relativamente degli outsider sulla scena politica europea. Berlusconi no. Durante i suoi due mandati come primo ministro c’è stata una serissima erosione della qualità della democrazia italiana e del tono della vita pubblica.
La democrazia dipende dalla separazione dei poteri politico, economico, culturale e giuridico. Il fatto di possedere i maggiori canali di televisione e il controllo delle reti di stato, la Rai, durante il suo mandato – insieme alla sua volontà di usare il potere dei media per le sue mere ambizioni politiche, ha minato la democrazia. Inoltre, ha cambiato le leggi del paese a suo vantaggio – usando la maggioranza in parlamento – per proteggere i suoi interessi personali e salvarsi dai tribunali.
La connessione tra Berlusconi e il fascismo italiano non è difficile da decifrare. [...] Quello di cui dovremmo avere timore è la riapparizione del fascismo in altre vesti, riflettendo le nuove condizioni globali, economiche e culturali, allo stesso tempo avvicinandosi alle tradizioni nazionali. Berlusconi è decisamente questa figura. Tratta la democrazia con disprezzo: ogni volta cerca di minarla, distorcerla e abusarla. Non ha rispetto per i pilastri dell’autorità – pronto ad accusare i giudici di essere gli scagnozzi dell’opposizione e descrivendoli come “comunisti”.
Martin Jacques
Giovedì, 16 marzo 2006
The Guardian
(la traduzione non è mia, grazie a chi di dovere)
Non ci facciamo riconoscere / 2 – Alleggeriamo
Per una volta l’Italia del calcio non si fa riconoscere per le schifezze che produce, almeno all’apparenza. Il CNR ha sviluppato un sistema, già attivo dall’inizio del campionato nello stadio di Udine, in grado di stabilire quando la palla varca la linea di porta. La proposta è stata accettata dalla Federazione Internazionale, che la sperimenterà ufficialmente il prossimo anno prima di dare l’ok definitivo. Di persè si tratta di due telecamere ad alto frame-rate (250 fotogrammi per secondo) che riprendono di lato la porta e capiscono quando il pallone supera per intero la linea. Il tutto costa svariate migliaia di euro, per la strumentazione, il montaggio delle telecamere che va fatto con estrema cura, più la sperimentazione, l’adattamento dei campi e gli addetti che ci lavoreranno.
Nel rugby esiste da qualche anno un sistema molto meno complesso: la televisione riprende la partita, se in un’azione viene effettuata una presunta segnatura l’arbitro ferma il gioco e con una radiolina da cinque dollari parla con un altro arbitro, seduto in sala regia, che guarda i replay disponibili e gli dice cosa è successo. Margine d’errore nullo, polemiche azzerate e costo minimo, visto che le 26 telecamere che coprono il campo ce le mette l’azienda incaricata di trasmettere l’evento. Il tempo di decisione stimato per ogni intervento della “moviola in campo” (perchè di questo si tratta) si aggira intorno ai novanta secondi, in cui il pubblico freme in u silenzio religioso. Ma perchè non si prende mai la strada più semplice?

I diavoletti

1 Commento // Scritto il 17 mar 2006 // Diavoletti
Forse mi sono buttato un po’ troppo sull’attualità in questo periodo. E’ che più giro internet e più trovo cose interessanti, come il primo capitolo di oggi. Per tutti gli altri “diavoletti” la colpa se non vi piacciono è mia. Ma prendetevela con qualcun’altro.
Liberate Tommaso
L’appello oramai si ripete e fa eco ovunque. Se n’è parlato anche a Sanremo, anche se ho tralasciato di dirlo: all’Ariston circolava un biglietto che è passato per le mani di tutti coloro avessero un microfono in mano e la possibilità di leggerlo in diretta da qualche parte. Nell’annuncio si spiegavano le modalità di somministrazione del Tegretol, il farmaco dal quale dipende la vita di Tommaso. Ciò che mi hanno fatto notare Macchianera è che nei dipressi di Parma una mamma si è recata qualche sera fa in Farmacia a comprarne per il suo bambino, ricevendo la perquisizione immediata dei carabinieri per un controllo. E fin qui nulla di particolare, se non che un bel po’ di media abbiano riportato la notizia con grande clamore. I rapitori sono avvertiti: se comprate il Tegretol, vi beccano i carabinieri. Però dateglielo, oh, non fate scherzi.
Faccia a Faccia
E non se ne poteva più. L’hanno fatto alla fine. E in molti l’hanno trovato “noioso”: questi sono invitati a dirmi cosa cacchio si aspettavano. In fondo l’ho trovato utile, hanno parlato tutti e due, uno ha anche scritto moltissimo, e sopratutto non si sono potuti interrompere o involarsi in monologhi interminabili e incontestabili. E già questo è più che positivo.
Nessuno s’è accorto di una cosa: in occasione del primo sforo di quello pelato, la regia ha staccato sul volto dell’avversario visibilmente contrariato col moderatore Mimum. In teoria, non si sarebbe potuto. Dopo questa mia rivelazione, il regista della puntata sarà tacciato di comunismo, ma sopravviveremo tutti. In fondo sono convinti che anche Borrelli sia comunista, e da un bel po’ di anni.
Idee per il prossimo confronto
Ho dovuto fare un capitolo a parte, non ho resistito.
Regola 1: ogni volta che un candidato sfora col tempo, gli staccano l’audio e spengono le luci che lo illuminano.
Regola 2: il moderatore deve essere seduto più in alto, e con un grosso bacchettone di legno può picchiare sulla testa chi non rispetta le regole
Regola 3: la sedia di chi confonde Iran con Iraq deve trasmettere una scossa come quelle dello studio di scherzi a parte
Regola 4: Nel finale Prodi può dire “Saluto Silvio” ma Berlusconi non può dire “Saluto Romano” (grazie a Fiorello per questa)
Regola 5: la sedia di chi ha il messaggio finale più brutto si ribalta all’indietro come quelle del programma “Urka!” con Bonolis (chi lo ricorda?)
Regola 6: chi dei due voglia truccarsi per apparire meglio in televisione dovrà farlo a casa e non con i soldi della RAI
Regola 7: una volta fatta la domanda, risponde chi si prenota con un pulsante sonoro tipo telequiz. Volete mettere la polemica di Berlusconi sul pulsante che non funziona se Prodi lo batte sul tempo?
Ciao Demetrio
L’addio al calcio di Demetrio Albertini s’è consumato tra lacrime e le note di My Way. Rete 4, che ha mandato in onda in diretta l’evento, non ha mancato di mostrare la tribuna d’onore affollata di personalità, dedicandole più inquadrature che replay delle azioni in campo. Ma la sfilata di personalità ha giustificato il tutto: c’erano il presidente del Milan, il presidente del Consiglio, il Presidente di Mediaset, il vice presidente del Milan e il presidente della Lega Calcio. Entrambi entusiasti.
Il mio peggior nemico
Se qualcuno non se ne fosse accorto, è uscito l’ultimo film di Verdone e Muccino. Ad una promozione tutto sommato limitata, coronata da due articoli, uno nella sezione “Spettacoli” e uno in “Cronaca Roma”, su Repubblica, ha corrisposto un incredibile successo nelle sale. La trama: Verdone licenzia la mamma di Muccino, i due si insultano a Domenica In e il programma viene sospeso per una settimana.
Chuck Norris Facts
Sta impazzando su internet la mania di Chuck Norris. O meglio, di ciò che può fare Chuck Norris: il gioco è muoversi tra alcuni tormentoni, che riguardino le sue straordinarie abilità, e creare un “fact”, un avvenimento che lo riguardi. Ne escono autentici capolavori: “Chuck Norris può vincere a Monopoli usando solo Vicolo Stretto; Chuck Norris è attualmente in causa con l’NBC, reclamando il fatto che Law and Order sono i nomi depositati per le sue gambe; Quando l’uomo nero va a dormire, ogni notte, controlla il suo armadio per vedere se c’è Chuck Norris”.
E ancora: Chuck Norris ha vinto il prestigioso premio di “coppia dell’anno” per la rivista GQ. Da solo; Una volta Chuck Norris ha rapito gli alieni; Quando Chuck Norris bestemmia, Dio compie delle metamorfosi per non contraddirlo; Chuck Norris fa la Christmas Card ad agosto.” Mi fermo qui perchè sennò andrei avanti per ore.
No parabola, no party
Sono stati chiusi, oramai da un paio di mesi, alcuni siti che davano informazioni ai frequentatori del web su come vedere in streaming le partite di calcio del campionato italiano. Per streaming si intende la visione di un filmato trasmesso in diretta via internet: sono molte le televisioni straniere che, per essere visibili in più paesi, adottano questo sistema parallelamente alla classica trasmissione satellitare e analogica. Alcune di queste TV, dopo regolare acquisizione dei diritti, trasmettevano le partite in diretta su internet, visibili anche in Italia dove, in teoria, dovrebbe esserne possibile il fruimento solo pagando una quota a Sky. Sul perchè sia stato chiuso un sito che conteneva informazioni e non i provider di queste emittenti, che sono tutt’ora raggiungibili per chiunque abbia avuto la furbizia di salvarsi l’indirizzo, è ancora mistero. Sky, però, ha espresso soddisfazione: contenti loro…

Macchie indelebili

Lascia un commento // Scritto il 13 mar 2006 // Diavoletti
Oggi mi hanno detto che il concetto di macchia indelebile è del tutto soggettivo.
Rossetto sul collo della camicia, caffè sui pantaloni, bianchetto sulle mani durante i giorni di scuola. Di macchie indelebili è pieno il mondo. Per farne di questo tipo basta un attimo, per altre servono almeno venti minuti.
Per altre ancora, serve un parlamento europeo pieno.
E’ proprio vero: il concetto di macchia indelebile è del tutto soggettivo.

(Grazie al blog di Claudio Sabelli Fioretti per avermi fatto trovare il video.)

Parlo anch’io di Sanremo [ma ne parlo bene]

3 Commenti // Scritto il 06 mar 2006 // Diavoletti

Tutti a parlare di San Remo. Per lo più parlarne male, senza bisogno di
guardarlo. Malattia diffusa tra gli spettatori, che amano giudicare
senza guardare e pretendono di avere tutto il diritto di farlo visto che
non sono pagati per scrivere recensioni.
Con buona pace di chi, intelligentemente, sa snobbare il Festival senza
criticarlo.
Per chi lo ha visto, invece, giudicare è un po’ più semplice. Ma
sopratutto divertente: come non notare che la scenografia firmata da
Dante Ferretti risulta meno elaborata e ancor meno attraente anche di
quella del gioco “Il Mercante in Fiera” di Italia 1? Il buon Dante, che
intervistato durante la scorsa settimana aveva l’aria di non sapere
neanche che ci fosse Sanremo, s’è poi inimicato la popolazione
escludendo i canonici fiori e la tradizionale scalinata. Così il ledwall
è impegnato per la maggior parte del tempo a mostrarne di immortalati e
ogni donna sul palco viene omaggiata con mazzi di fiori così verdi da
sembrare erbacce. Per la pace dei sanremesi non proprio contenti ma
almeno tenuti a bada.
Già questo di persè basterebbe a giustificare il calo degli ascolti
rispetto al festival del gruppo Ventura (il paragone con Bonolis è
proprio da evitare). I giornalisti, però, con le loro menti fervide, se
la prendono in primis col buon Panariello: lungi dall’essere perfetto,
regala qualche gaffe di troppo ma tutto sommato tiene in piedi lo show
e, a modestissimo parer mio, ne esce a testa alta. Unico, imperdonabile,
errore, quello di essersi defilato in bagno di corsa dopo aver
introdotto l’esibizione di Alex Britti nella penultima serata,
costringendo la povera Blasi da sola a gestire il “buco” lasciato da un
effetto di chitarra che non ne voleva sapere di funzionare e del quale,
alla fine, s’è fatto a meno.

A proposito di Blasi, in molti hanno deciso che la piaga di San Remo era
lei. Giudizio per partito preso, sono sicuro: il confronto con le
vallette precedenti come Falchi, Marini o la più recente e bellissima
Federica Felini, imbarazzate o monoespressive come poche, non è neanche
fattibile. Ben venga la Blasi, che regge gli sfottò Gialappiani nel
backstage sul seno semi scoperto della prima sera (“in realtà la gag
prevedeva che tirassi fuori tutto, ma ho sbagliato e ora non si può più
rifare”), prende in giro sul palco l’autore Cassini e il suo
auto-definirsi “autore bravo” con un post-it attaccato alla giacca, e
che piano piano prende gusto a spalleggiare la Cabello.
A proposito di quest’ultima, sicuramente la migliore per quelli che il
festival non lo amano ma lo guardano, voglio farvi notare come dopo
essere stata palpata da uno spettatore durante la gag “devo sfogarmi con
qualcuno” si sia sempre rivolta al maestro Serio (autore, tra l’altro,
dell’Inno di Forza Italia) per le restanti serate evitando gli
sconosciuti in platea.
Platea che ospitava anche il suo fidanzato e artista contemporaneo
Cattelan, che molti di voi ricorderanno intento ad appendere manichini
di fanciulli sugli alberi a Milano. Spettacolare la sua faccia nel
momento in cui Victoria s’è attaccata alle labbra di Orlando Bloom
durante l’ultima serata. Con poco gradimento anche da parte dell’attore
americano.

Questo, però, sarà sicuramente il festival ricordato per le critiche
agli autori: fino all’anno scorso i giornali si scagliavano su canzoni,
presentatori, vallette, cantanti. Quest’anno, ad ogni modo, sono stati
tirati dentro anche gli autori, con cognizioni di causa pressochè nulle.
La macina di articoli deliranti si può riassumere con l’invito, da parte
di uno sventurato, a valutare come gli autori del monologo di
Pieraccioni abbiano fatto scuola di comicità a quelli di Panariello.
Nessuno ha avvertito il giornalista che il gruppo di menti pensanti
fosse il medesimo e che prendere lezioni da sè stessi è pressochè
impossibile.

Così come ora, il fiume di parole finisce con lo spostare l’attenzione
dalle canzoni. Cosa si salva? assolutamente i Nomadi, Dolcenera, Mario
Venuti (quest’anno gruppo con gli Arancia Sonora), Simona Bencini e
L’Aura. A proposito di quest’ultima, la promozione festivaliera ha
funzionato e ho ascoltato il suo album precedente ai passaggi televisivi
su Rai 1 (senza capire se fosse o meno il suo esordio). Musicalmente
eccellente, anche se in molte canzoni potrebbe essere confusa con Elisa
(e anche il modo di fare, secondo il fantastico Rudi Zerbi suo
discografico, non è da meno). Unica pecca, ogni inizio delle sue canzoni
fa venire voglia di spegnere lo stereo: se poi resisti, vai incontro ad
una canzone bellissima. Praticamente come scrivere tutti libri splendidi
e farsi fare le prefazioni da Platinette: il buon lavoro rimane, ma
l’amaro in bocca pure.

Comune opinione conclusiva, il festival va rivoluzionato. Per questo è
già stato opzionato Pippo Baudo per la conduzione del prossimo. Che le
porte dell’Ariston siano pronte alle ventate di novità.

Chiudiamo con la prima idea degna di nota per l’edizione 2007: già
sabato sera e poi stamattina ai microfoni di Radio 2, Fiorello si è
proposto per la conduzione del prossimo festival di Sanremo. “A patto
che,” ha spiegato, “le prime tre serate si facciano in Radio, a reti
unificate su tutte quelle della RAI. Solo l’ultima la mandiamo in
televisione, un bello spettacolone da sabato sera. Vedrete che le
canzoni le ascolteranno molto di più, perchè non si vede niente, che
altro vuoi fà? In TV per non fare controprogrammazione mandiamo il
monoscopio.”

Sante parole. Sulle possibilità di responso positivo alla richiesta si
sono già espressi quelli della Gialappa’s: “9 su 10 ti rispondono con
una parola che finisce per -ulo”.
Le idee migliori non funzionano in TV, questo è certo.

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