Archivio di dicembre 2008

Il bello della fine

1 Commento // Scritto il 18 dic 2008 // Personal

Wow. Quest’anno è volato, letteralmente. Mi ricordo ancora piuttosto bene il vecchio capodanno, da quando sono uscito dalla doccia prima di uscire fino a quando sono andato a dormire, sul divano di casa mia.
E’ buffo, quella notte è stata proprio il contrario dell’anno che le è seguito: iniziò col botto e finì con un po’ di tristezza. Persino qualche lacrima nascosta.

Poi, poi andò tutto giù piano piano. Un po’ per colpa mia, sicuramente, perchè più le cose vanno male e più divento negativo. Un po’ perchè comunque se certe cose non vanno, non vanno. E’ andata così per sei mesi esatti, a pensarci bene, tutto sulla scia di quella notte di capodanno lì.
Penso che certe volte ti trovi semplicemente davanti ad un bivio, incazzarti perchè stai male o lasciar scivolare tutto via. Io ho scelto la seconda opzione, per indole più che per strategia. E’ scivolato tutto via: persone, cose, amore. A proposito di quello, in particolar modo, non è che sia stato proprio io a farlo scivolare via. E’ più stato tirato via, che poi comunque non cambia la sostanza.
Una tizia che ho conosciuto in Germania, in una notte in vena di confidenze tra sconosciuti (che sono le migliori di tutte) mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto tornarci insieme, a quella ragazza.
Le ho risposto che avrei voluto non perderla in principio, perchè ora non si tornava più indietro. Lei ha annuito perchè pure lei, ha detto, nei ripensamenti non ci crede.
Chissà se la rivedrò ancora, o se non ci ripenserà più.

La tizia della Germania è la seconda parte dell’anno. Quella iniziata con l’estate che piace a me, con un mese di mare e gli amici di sempre. Ho tenuto la manina del figlio di due di questi amici, con un po’ di magone. Io che con i ragazzini non ci so fare, me lo ritrovo in braccio per venti secondi in spiaggia. C’è una certa sensazione strana ad avere per le mani il figlio di qualcuno a cui vuoi particolarmente bene. E’ una cosa che non mi era capitata mai. Anche questo certe volte ti cambia il corso dell’anno.

E, dicevo, il viaggio in Germania. E in Inghilterra ancora prima, e in Belgio, Portogallo e Spagna subito dopo. Io che ho paura degli aerei, a cavarmela da solo negli aeroporti nonostante il panico pre-decollo. Sono corso dietro ad un campionato nuovo, per conto di un giornale importante che pensavo non mi chiamasse più. E’ stata un’esperienza fantastica. Per le persone che ho conosciuto, per quello che ho fatto, per i posti che ho visto. E’ stata una di quelle cose che ti fa sentire un po’ un privilegiato, pagato per respirare l’aria degli autodromi che sotto sotto è la migliore del mondo per quelli come me.
Spero che il prossimo anno ci sia un seguito. Nonostante gli aerei, ovviamente. Anche grazie alla paura di volare ho conosciuto tante persone. Alcune più spaventate di me, le altre erano hostess.

Tornato con i piedi per terra, è arrivato un altro lavoro, e un altro pacco di persone nuove. Per lo più gente piacevole, con le solite eccezioni in positivo e in negativo. La cosa migliore è potersi dedicare a coltivare qualcosa di nuovo, anche solo regalare un cioccolatino o aspettarsi per prendere l’autobus insieme e chiacchierare un po’.
Parlo sempre con un sacco di gente, però stasera ripensavo a qualcuna in particolare e al suo modo di farmi chiacchierare tanto, e di farmi ridere di gusto, che non è da tutti. E l’amore di sei mesi fa? Quello è scappato via, tornerà con un altro nome in futuro. Con le chiacchiere e le risate non c’entra: questo è il bello della fine delle storie d’amore, o dell’anno. Ti costringono a fare il bilancio, e a ricominciare da capo: certe volte, se sei fortunato come sono stato io, ti va più che bene.