@ work
Scritto il 07 nov 2008 // Personal.Non dovresti mai legare un momento ad
una canzone. Perchè le canzoni, sopratutto quelle che per te
rappresentano un momento triste o malinconico, tornano
all’improvviso: escono dalle cuffiette dell’iPod, dallo stereo della
macchina o dalla radiosveglia la mattina, ti distraggono e ti
costringono a ricordare quello che non vuoi. I tuoi giorni passano, e
scopri che quella canzone, come una prostituta qualsiasi, ha dato la
stessa emozione a tanta altra gente come te, uomini e donne, persone
comuni o speciali, che con te condividono l’amoreodio per certe
note.
Non dovresti mai legare un momento ad una canzone, perchè
ogni volta ti ricorda che le occasioni di voltare pagina non mancano
mai, anche se non te le vai a cercare.
La mattina azzurra di
Roma, i profili bianchi dei palazzi, e la stessa canzone. Un vecchio
sorriso in più da guardare da vicino e una pagina in più sul lato
sinistro di quel grosso blocco da appunti che ogni giorno ti ostini a
scrivere per fare in modo da avere qualcosa da rileggere prima o poi.
E una riga, sempre la stessa riga, che prima o poi torna ogni pagina.
Una riga senza canzone, perchè pretende come minimo tutta la
discografia, prima di mettersi anche lei sul lato sinistro e lasciare
spazio per qualcos’altro.
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