Archivio di aprile 2008

Momento nostalgia: Giochi senza frontiere

3 Commenti // Scritto il 11 apr 2008 // Personal

Ah, la nostalgia. Quella cosa strana che arriva sempre quando non c’è qualcosa. Un sentimento di mancanza, come ce ne sono pochi.
E’ da un po’ che la nostalgia mi torna sotto mano. Per cose futili, per fortuna, che a ricordarle fa più piacere che male, giusto perchè ti ricordano un momento, un attimo, più o meno serio, che ora non c’è più.
Ho pensato, io che non penso mai a niente, che forse dovrei provare a raccogliere certe nostalgie per vedere di dare un po’ un senso a tutti questo pensare al passato. Il primo pezzo è questo qui.

Ieri ho sentito la sigla di Giochi Senza Frontiere, quasi per caso, e mi è tornata la nostalgia. Nostalgia di quando si giocava il jolly, che si raddoppiava il punteggio, o delle classifiche da leggere con prima i numero di punti acquisito e poi il nome della nazione, "dieci punti alla francia, nove all’italia, otto alla grecia, sette alla slovenia" e così via. La Slovenia, che tanti della mia generazione se la ricordano solo perchè avevano la tuta viola. E la Grecia che ce l’aveva blu e quando c’erano i giochi in piscina e le tute si bagnavano pensavamo sempre che era l’Italia, che era azzurra ma diventava blu quando si bagnava.
Poi ci hanno fatto le tute bianche e l’azzurro l’hanno dato alla Francia, così ci siamo risparmiati un sacco di malintesi.
L’arbitro Denis, che era francese per essere sopra le parti fino a quando non è entrata anche la Francia e noi sotto sotto, anche se ancora non eravamo tanto presi dagli arbitri venduti, qualche sospetto ce l’avevamo.

E la sigla, insomma, sentita per strada, con gli omini colorati che correvano e si lanciavano con delle liane colorate e alla fine tutti insieme tiravano su un grosso cappello da jolly tra gli applausi. Quella musichetta festaiola-evocativa che partiva rigorosamente dopo la strombazzante intro dell’Eurovisione, che ancora oggi quando la sentiamo, noi della Giochi Senza Frontiere Generation, ci aspettiamo che parta la sigla che diciamo noi.
Giochi senza Frontiere non si fa più. E’ molto costoso da organizzare e non si vende più tanto bene, perchè va in onda nel periodo estivo e gli sponsor non pagano molto di più se invece di quello metti la duecentesima replica della Mummia.
Adesso che l’Europa è unita, che le frontiere non ci sono più davvero, non si gioca più. C’è un certo Jereon Depraetere, che non so esattamente chi è o cosa fa nella vita, che lavora per l’EBU, l’European Broadcasting Union, che si è occupato di ri-organizzare i giochi, ma non c’è riuscito né nel 2007 né nel 2008. Forse non torneranno più, forse non saranno più belli come prima.

Alla RAI non interessano più, e anche altri paesi importanti si sono persi per strada la voglia di fare i giochi. Rimane qualche video su You Tube, un forum di appassionati italiani che si scambia materiale con persone dalla Slovenia (tuta viola!) e dal Portogallo.
La nostaglia, quel sentimento di mancanza, rimane lì. Io i giochi senza frontiere li rivorrei. Ne ho nostalgia.