Buio

Scritto il 19 dic 2006 // Personal.

Non ci vedo. Buio.
Chi vive in città non ha idea di cosa sia davvero il buio. C’è sempre da qualche parte una luce, una specie di elettronica stella polare che ti fa orientare e capire dove andrai a sbattere la testa. Qui in campagna, però, non è così. Nessuno illumina i campi pieni di cocomeri. Nessun sindaco si sbatterà mai per far mettere dei lampioni fino alla fine della strada, visto che alla fine della strada ci sto solo io. Stasera, poi, non c’è neanche la luna. E’ una di quelle sere in cui il cielo sembra più vicino, perchè puoi distinguerne le stelle in maniera così limpida che nel cervello ti gira quella strana sensazione di quando guardi qualcosa che vedi tutti i giorni notando una sfumatura che non ti era mai finita sotto agli occhi.
Buio. Non si può barare, non è la luce che filtra da sotto la benda, non sono le palpebre illuminate ne il riflesso nella retina di una luce vista prima. Dopo un po’, anche per i miei occhi è buio vero.
Il mio mondo ora è solo tatto e udito. Il tuo respiro così vicino al mio. E’ l’unico modo che ho per sapere se ci sei o no. Fidarmi delle mie mani per sapere che sei proprio tu e nessun’altra.
E anche ora, che sei solo due labbra sfiorate sulla guancia, sei bellissima. Buio.

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