30 secondi
Scritto il 27 giu 2006 // Personal.Venite già mangiati è una di quelle frasi che tutti, almeno una volta, hanno detto o sentito. E’ una di quelle che quando ci pensi bene ti fa ridere, per il senso letterale che assume. E poi è anche una trasmissioncina che andava in onda i sabato e la domenica notte, per due ore di diretta a far compagnia a chi certe notti non prende sonno. Paola mi invita per festeggiarne l’ultima puntata, l’ultima domenica notte di diretta, e io già ho gli occhi sognanti: la radio, quella che entra in tutte le case e le macchine e i bar, per di più di notte, quando c’è quell’atmosfera irripetibile che fa sembrare tutto più calmo, meno frenetico.
La sede di RTL è in una via silenziosissima, a due passi da quella di Radio RAI. Di notte, col portone chiuso, sembra un palazzo come tutti gli altri: è quasi l’una, e Venite Già Mangiati è l’ultima diretta della giornata che parte da Roma. Tutti gli studi e gli uffici della redazione sono vuoti, e il silenzio è quasi irreale mentre saliamo le scale verso l’ultimo piano. Arriva il momento della diretta, arrivano in studio tutti gli sms di chi ascolta e vuole ringraziare della compagnia, vuole dire la sua o solo provare a farsi leggere a tutti i costi.
La sede di RTL è in una via silenziosissima, a due passi da quella di Radio RAI. Di notte, col portone chiuso, sembra un palazzo come tutti gli altri: è quasi l’una, e Venite Già Mangiati è l’ultima diretta della giornata che parte da Roma. Tutti gli studi e gli uffici della redazione sono vuoti, e il silenzio è quasi irreale mentre saliamo le scale verso l’ultimo piano. Arriva il momento della diretta, arrivano in studio tutti gli sms di chi ascolta e vuole ringraziare della compagnia, vuole dire la sua o solo provare a farsi leggere a tutti i costi.
Io provo a registrare tutto nel mio cervello, ogni momento di radio che parte da dove sto io e arriva chissà dove. Paola mi fa leggere uno dei tanti SMS in onda: con la cuffia in testa prima della diretta sento la voce di Fede ricordare la frequenza e il titolo del brano, effetto stranissimo sentire tutto così radiofonico nelle orecchie e vedere tutto così vero dagli occhi. Poi tocca ai miei trenta secondi di celebrità alle due e venti di notte, mezzo minuto in cui non riesco neanche a realizzare che cosa dico e le parole vanno fuori da sole, più o meno come le avevo pensate quando, con la cuffia in testa, aspettavo che aprissero il microfono e George Michael mi riempiva il cervello oscurando tutto il resto. E’ un blocco velocissimo e dopo quaranta secondi c’è già di nuovo musica e io che penso alla mia voce sentita da chissà quante persone in quante parti d’Italia e ringrazio per il regalo.
Fuori dalle finestre si vede la strada vuota sotto di noi e si percepisce quasi il silenzio che c’è, mentre dentro la trasmissione continua e il mio godimento pure.
Quando arriva la fine la linea passa a Milano e siamo gli ultimi a uscire: sono le tre, Roma è semi deserta e mentre torno a casa continuo a ripensare a quella serata così particolare, con una punta d’invidia per Paola e Fede che la vivono come un ordinario momento di divertimento che, però, per trenta secondi è stato anche mio.
Quando arriva la fine la linea passa a Milano e siamo gli ultimi a uscire: sono le tre, Roma è semi deserta e mentre torno a casa continuo a ripensare a quella serata così particolare, con una punta d’invidia per Paola e Fede che la vivono come un ordinario momento di divertimento che, però, per trenta secondi è stato anche mio.
Tutto ciò che si trova in queste pagine è pubblicato secondo licenza
Francesca
27 giu 2006, alle 03:12Nooooooooooo!!!!!!!!!
Grande Max!!!
Secondo me c’hai la voce calda radiofonica…
Mannaggia!! A sapello te sentivo!!!!
Baci!!!!
p.s.
Ho parlato con Gianluca (Guidi) e m’ha raccontato la storia della fan!!!
…Ancora sto a ride!!!
Max Caliendo
27 giu 2006, alle 03:12Visto il Grignani de noantri? Sempre più pronto per Zelig!
ciska wrote:
27 giu 2006, alle 03:12