pensandoti
Scritto il 01 apr 2006 // Personal.Tanto poi arriverà lei e penserò ad altro. Me lo ha promesso, anche se ho fatto finta di non crederci. Non lo sa quante volte chiudo gli occhi e penso a lei, a cosa sta facendo, a quanta strada c’è in mezzo. Potesse rendersene conto, ogni volta che provo solo ad immaginare la sua presenza per stare un po’ meglio.
I giorni passano e le vite si allontanano, ogni giorno un po’ di più, prima di tornare a sbattersi contro così violentemente da non dar tempo di capire che sta succedendo, ed è già tornare a contare i passi che ci separano. Intravedo dallo specchietto retrovisore lui e lei, nella macchina dietro, che si guardano dritti negli occhi per tutto il tempo che siamo fermi al semaforo. Lei sorride. La solitudine a volte pesa, non l’ho mai nascosto, però è importante non provare a risolvere il problema tanto per farlo, forzarsi di star bene con una qualunque, la prima che c’è. Ora come ora ti limiti a desiderare lei, lì seduta a fianco a te, mentre canticchia le canzoni della radio, mentre guarda con gli occhi distratti le cose che passano fuori dal finestrino, o che pretende di guardare le stelle dalle strade della città.
Niente nasce per non funzionare, hai detto. Al massimo può funzionare in una maniera diversa da quella che ti aspetteresti. Secondo me no, non funzionava, quando sentivo le tue lacrime su di me e non sapevo trovare il modo di consolarti. Forse per te stava funzionando, non volevi essere fermata ma solo trovare la pace per lasciar andare tutto via.
I giorni passano e le vite si allontanano, ogni giorno un po’ di più, prima di tornare a sbattersi contro così violentemente da non dar tempo di capire che sta succedendo, ed è già tornare a contare i passi che ci separano. Intravedo dallo specchietto retrovisore lui e lei, nella macchina dietro, che si guardano dritti negli occhi per tutto il tempo che siamo fermi al semaforo. Lei sorride. La solitudine a volte pesa, non l’ho mai nascosto, però è importante non provare a risolvere il problema tanto per farlo, forzarsi di star bene con una qualunque, la prima che c’è. Ora come ora ti limiti a desiderare lei, lì seduta a fianco a te, mentre canticchia le canzoni della radio, mentre guarda con gli occhi distratti le cose che passano fuori dal finestrino, o che pretende di guardare le stelle dalle strade della città.
Niente nasce per non funzionare, hai detto. Al massimo può funzionare in una maniera diversa da quella che ti aspetteresti. Secondo me no, non funzionava, quando sentivo le tue lacrime su di me e non sapevo trovare il modo di consolarti. Forse per te stava funzionando, non volevi essere fermata ma solo trovare la pace per lasciar andare tutto via.
Forse.
Rimane che arriverai, prima o poi, e penserò ad altro. Per un po’, almeno.
Rimane che arriverai, prima o poi, e penserò ad altro. Per un po’, almeno.
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