Archivio di marzo 2006

Il (red)dito medio degli italiani

1 Commento // Scritto il 30 mar 2006 // Diavoletti
da Antonio L., Roma (trovata sul web)
Un collega mi segnala la pagina 154 della trionfale rivistina intitolata “La Vera Storia Italiana” che Berlusconi sta inviando nelle nostre case, pagina sulla quale si esalta come il reddito medio degli italiani sarebbe aumentato nel periodo 2001-2006 da 24760 dollari a 27119 dollari. La cosa interessante (per capire come vengono date certe notizie) è che se convertiamo le due cifre in euro ai cambi del 2001 (0,90) e del 2006 (1,20), otteniamo che il reddito medio degli italiani è in realtà diminuito da 27411 a 22658 euro, con una perdita secca di oltre il 17% senza tenere conto della inflazione. Ma c’è di più. Sulla stessa pagina, in fondo, leggo testualmente “57 milioni di italiani vivono in democrazia e in libertà”, come se fosse un risultato del governo Berlusconi. Ma allora, mi chiedo, perché non scrivere “+46% di sole in Abruzzo”, oppure “-15% di asteroidi sulla terra”.

diavoletto solitario

Lascia un commento // Scritto il 29 mar 2006 // Diavoletti
Mi sono trovato su messenger, nello spazio pubblicitario in fondo, un bannerino pubblicitario, come tutti i giorni.
Poi l’ho guardato meglio, e sono saltato sulla sedia: passi il cielo azzurro, la bandiera dell’italia e lo slogan allusivo, ma quel culo in primo piano proprio non lo reggo. Il messenger lo usano anche i minorenni, un po’ di contegno.

I diavoletti quasi acidi

9 Commenti // Scritto il 22 mar 2006 // Diavoletti
Fossi Povia
Se fossi Povia mi denuncerei per plagio. “I bambini fanno oh” si canta sopra alla melodia di “Vorrei Avere il Becco”. Di più, hanno lo special allo stesso punto, con la tonalità che si alza (vorrei dire che stecca, ma visto che è così anche nel disco si vede che non capisco io di musica). Ad ogni modo mi denuncerei per plagio, fossi Povia. Ma lui ha già messo le mani avanti: ha dichiarato di aver scritto prima la canzone dei piccioni e poi quella dei bambini. Chiedo scusa, ritiro tutto.
Fossi Povia mi denuncerei per plagio, “Vorrei Avere il Becco” si canta su “I bambini fanno oh”.
Castello di carte
Chi di voi non ne ha mai fatto uno? Io da molto sostengo questa teoria, che forse avete già sentito: creare castelli di carte attira rompicoglioni che cercano di buttartelo giù. Chi finge il colpo di tosse, chi di urtare per sbaglio il tavolo, chi si avvicina dicendo “spegnamo le candelineeee”. Non puoi fare il tuo cazzo di castello di carte in pace. Conosco uno, al consiglio dei ministri, che apprezzerebbe questo pensiero.
Nessuno può essere solo
Da qualche tempo qualcuno s’è convinto che il mio pene vada allungato, che abbia problemi di erezione e calvizie, e mi manda conseguentemente fiumi di mail per aiutarmi a risolvere i miei problemi. Come se non bastasse, mi spiegano anche come diventare ricco in pochissimi giorni con del lavoro per nulla faticoso. Meno male, quando ho fatto l’e-mail pensavo non mi scrivesse nessuno.
Possiamo fare una foto?
Le Iene stanno proponendo da qualche tempo una candid camera spassosissima. Un lui e una lei girano con una telecamera nascosta e una macchina fotografica, fermano persone più o meno famose chiedendo una foto e giocano sull’equivoco di voler essere fotografati dal VIP e non con il VIP. L’equivoco scatena le reazioni più diverse: chi ride stupito, chi si presta ma sotto sotto vorrebbe ammazzarli, e chi si incazza da morire. Ieri è caduto vittima un certo Solange: non Paolo Bonolis, non Roberto Benigni, ma Solange. Quando il tizio ha capito che i due volevano essere fotografati, li ha prontamente apostrofati col più squallido dei “voi non sapete chi sono io! Guardate la televisione, và!”. Ecco, io la TV la guardo, e se posso vorrei chiedere: ma chi cazzo è Solange?
Videochiamami
Aboliamo, aboliamo gli auricolari per strada. Facciamo una legge, un qualcosa, non sopporto più chi parla all’auricolare mentre cammina. Primo, mi spaventa perchè sembra che parla da solo. Secondo, se tieni il cellulare in mano e parli con l’auricolare puoi fare il cazzo di sforzo di metterlo all’orecchio. Terzo, se hai paura che danneggi il tuo cervello tenerlo vicino alla testa, riporlo nella tasca interna della giacca vicino a cuore e polmoni o nella tasca dei pantaloni vicino alle palle non ti salverà. Anche perchè se lo fai non è il cervello la cosa più importante che ti ritrovi.
Già che ci siamo, inseriamo un comma e vietiamo di avere tre cellulari. E’ il colmo della stupidità umana: con due orecchie non si possono usare tre cellulari. Hai bisogno di tre numeri attivi contemporaneamente? Scegli meglio a chi dai il numero, pirla.

I diavoletti rossi

1 Commento // Scritto il 20 mar 2006 // Diavoletti
Sono spiccatamente di parte e questo lo sa chiunque mi conosce. I diavoletti, visto che sono miei, sono spiccatamente di parte, della stessa dove sono io. E oggi sono quasi tutti monotematici, ma c’è un motivo: quando uno sente una cosa che non gli sta bene, ha sempre voglia di dirlo a qualcuno. E visto che io un modo di parlare ce l’ho lo sfrutto. Che poi qualcuno voglia leggere, è un’altra storia.
Per bene
I simpaticoni che hanno sfilato a Milano qualche giorno fa, quelli contro cui i no-global hanno mandato in atto la guerriglia urbana, erano stati definiti “persone per bene” dal nostro Pelato Presidente.
Lo stesso sign. Pelato ha poi detto che, temendo i brogli elettorali della sinistra, manderà delle persone per bene a controllare che non si verifichino. Ho paura di dover fare il saluto romano entrando in cabina elettorale.
Confindustria fatti i conti
Il Presidente Pelato ha promesso a confindustria che riuscirà a mettere in pratica 1700 provvedimenti utili in 4 anni e mezzo per l’industria italiana. Forse era rincoglionito dagli antidolorifici, perchè vorrebbe dire che in poco più di mille e cinquecento giorni deve fare 1700 provvedimenti, più di uno al giorno vacanze incluse. E il tempo per vedere le partite del Milan dove lo trova?
Non ci facciamo riconoscere / 1
“Berlusconi è il più pericoloso fenomeno politico in Europa. Rappresenta la più seria minaccia alla democrazia nell’Europa occidentale dal 1945. Si può obiettare che l’estrema destra rappresentata da figure apertamente razziste e xenofobe come Jean Marie Le Pen e Joerg Heider siano un pericolo più serio, ma queste figure rimangono relativamente degli outsider sulla scena politica europea. Berlusconi no. Durante i suoi due mandati come primo ministro c’è stata una serissima erosione della qualità della democrazia italiana e del tono della vita pubblica.
La democrazia dipende dalla separazione dei poteri politico, economico, culturale e giuridico. Il fatto di possedere i maggiori canali di televisione e il controllo delle reti di stato, la Rai, durante il suo mandato – insieme alla sua volontà di usare il potere dei media per le sue mere ambizioni politiche, ha minato la democrazia. Inoltre, ha cambiato le leggi del paese a suo vantaggio – usando la maggioranza in parlamento – per proteggere i suoi interessi personali e salvarsi dai tribunali.
La connessione tra Berlusconi e il fascismo italiano non è difficile da decifrare. [...] Quello di cui dovremmo avere timore è la riapparizione del fascismo in altre vesti, riflettendo le nuove condizioni globali, economiche e culturali, allo stesso tempo avvicinandosi alle tradizioni nazionali. Berlusconi è decisamente questa figura. Tratta la democrazia con disprezzo: ogni volta cerca di minarla, distorcerla e abusarla. Non ha rispetto per i pilastri dell’autorità – pronto ad accusare i giudici di essere gli scagnozzi dell’opposizione e descrivendoli come “comunisti”.
Martin Jacques
Giovedì, 16 marzo 2006
The Guardian
(la traduzione non è mia, grazie a chi di dovere)
Non ci facciamo riconoscere / 2 – Alleggeriamo
Per una volta l’Italia del calcio non si fa riconoscere per le schifezze che produce, almeno all’apparenza. Il CNR ha sviluppato un sistema, già attivo dall’inizio del campionato nello stadio di Udine, in grado di stabilire quando la palla varca la linea di porta. La proposta è stata accettata dalla Federazione Internazionale, che la sperimenterà ufficialmente il prossimo anno prima di dare l’ok definitivo. Di persè si tratta di due telecamere ad alto frame-rate (250 fotogrammi per secondo) che riprendono di lato la porta e capiscono quando il pallone supera per intero la linea. Il tutto costa svariate migliaia di euro, per la strumentazione, il montaggio delle telecamere che va fatto con estrema cura, più la sperimentazione, l’adattamento dei campi e gli addetti che ci lavoreranno.
Nel rugby esiste da qualche anno un sistema molto meno complesso: la televisione riprende la partita, se in un’azione viene effettuata una presunta segnatura l’arbitro ferma il gioco e con una radiolina da cinque dollari parla con un altro arbitro, seduto in sala regia, che guarda i replay disponibili e gli dice cosa è successo. Margine d’errore nullo, polemiche azzerate e costo minimo, visto che le 26 telecamere che coprono il campo ce le mette l’azienda incaricata di trasmettere l’evento. Il tempo di decisione stimato per ogni intervento della “moviola in campo” (perchè di questo si tratta) si aggira intorno ai novanta secondi, in cui il pubblico freme in u silenzio religioso. Ma perchè non si prende mai la strada più semplice?

I diavoletti

1 Commento // Scritto il 17 mar 2006 // Diavoletti
Forse mi sono buttato un po’ troppo sull’attualità in questo periodo. E’ che più giro internet e più trovo cose interessanti, come il primo capitolo di oggi. Per tutti gli altri “diavoletti” la colpa se non vi piacciono è mia. Ma prendetevela con qualcun’altro.
Liberate Tommaso
L’appello oramai si ripete e fa eco ovunque. Se n’è parlato anche a Sanremo, anche se ho tralasciato di dirlo: all’Ariston circolava un biglietto che è passato per le mani di tutti coloro avessero un microfono in mano e la possibilità di leggerlo in diretta da qualche parte. Nell’annuncio si spiegavano le modalità di somministrazione del Tegretol, il farmaco dal quale dipende la vita di Tommaso. Ciò che mi hanno fatto notare Macchianera è che nei dipressi di Parma una mamma si è recata qualche sera fa in Farmacia a comprarne per il suo bambino, ricevendo la perquisizione immediata dei carabinieri per un controllo. E fin qui nulla di particolare, se non che un bel po’ di media abbiano riportato la notizia con grande clamore. I rapitori sono avvertiti: se comprate il Tegretol, vi beccano i carabinieri. Però dateglielo, oh, non fate scherzi.
Faccia a Faccia
E non se ne poteva più. L’hanno fatto alla fine. E in molti l’hanno trovato “noioso”: questi sono invitati a dirmi cosa cacchio si aspettavano. In fondo l’ho trovato utile, hanno parlato tutti e due, uno ha anche scritto moltissimo, e sopratutto non si sono potuti interrompere o involarsi in monologhi interminabili e incontestabili. E già questo è più che positivo.
Nessuno s’è accorto di una cosa: in occasione del primo sforo di quello pelato, la regia ha staccato sul volto dell’avversario visibilmente contrariato col moderatore Mimum. In teoria, non si sarebbe potuto. Dopo questa mia rivelazione, il regista della puntata sarà tacciato di comunismo, ma sopravviveremo tutti. In fondo sono convinti che anche Borrelli sia comunista, e da un bel po’ di anni.
Idee per il prossimo confronto
Ho dovuto fare un capitolo a parte, non ho resistito.
Regola 1: ogni volta che un candidato sfora col tempo, gli staccano l’audio e spengono le luci che lo illuminano.
Regola 2: il moderatore deve essere seduto più in alto, e con un grosso bacchettone di legno può picchiare sulla testa chi non rispetta le regole
Regola 3: la sedia di chi confonde Iran con Iraq deve trasmettere una scossa come quelle dello studio di scherzi a parte
Regola 4: Nel finale Prodi può dire “Saluto Silvio” ma Berlusconi non può dire “Saluto Romano” (grazie a Fiorello per questa)
Regola 5: la sedia di chi ha il messaggio finale più brutto si ribalta all’indietro come quelle del programma “Urka!” con Bonolis (chi lo ricorda?)
Regola 6: chi dei due voglia truccarsi per apparire meglio in televisione dovrà farlo a casa e non con i soldi della RAI
Regola 7: una volta fatta la domanda, risponde chi si prenota con un pulsante sonoro tipo telequiz. Volete mettere la polemica di Berlusconi sul pulsante che non funziona se Prodi lo batte sul tempo?
Ciao Demetrio
L’addio al calcio di Demetrio Albertini s’è consumato tra lacrime e le note di My Way. Rete 4, che ha mandato in onda in diretta l’evento, non ha mancato di mostrare la tribuna d’onore affollata di personalità, dedicandole più inquadrature che replay delle azioni in campo. Ma la sfilata di personalità ha giustificato il tutto: c’erano il presidente del Milan, il presidente del Consiglio, il Presidente di Mediaset, il vice presidente del Milan e il presidente della Lega Calcio. Entrambi entusiasti.
Il mio peggior nemico
Se qualcuno non se ne fosse accorto, è uscito l’ultimo film di Verdone e Muccino. Ad una promozione tutto sommato limitata, coronata da due articoli, uno nella sezione “Spettacoli” e uno in “Cronaca Roma”, su Repubblica, ha corrisposto un incredibile successo nelle sale. La trama: Verdone licenzia la mamma di Muccino, i due si insultano a Domenica In e il programma viene sospeso per una settimana.
Chuck Norris Facts
Sta impazzando su internet la mania di Chuck Norris. O meglio, di ciò che può fare Chuck Norris: il gioco è muoversi tra alcuni tormentoni, che riguardino le sue straordinarie abilità, e creare un “fact”, un avvenimento che lo riguardi. Ne escono autentici capolavori: “Chuck Norris può vincere a Monopoli usando solo Vicolo Stretto; Chuck Norris è attualmente in causa con l’NBC, reclamando il fatto che Law and Order sono i nomi depositati per le sue gambe; Quando l’uomo nero va a dormire, ogni notte, controlla il suo armadio per vedere se c’è Chuck Norris”.
E ancora: Chuck Norris ha vinto il prestigioso premio di “coppia dell’anno” per la rivista GQ. Da solo; Una volta Chuck Norris ha rapito gli alieni; Quando Chuck Norris bestemmia, Dio compie delle metamorfosi per non contraddirlo; Chuck Norris fa la Christmas Card ad agosto.” Mi fermo qui perchè sennò andrei avanti per ore.
No parabola, no party
Sono stati chiusi, oramai da un paio di mesi, alcuni siti che davano informazioni ai frequentatori del web su come vedere in streaming le partite di calcio del campionato italiano. Per streaming si intende la visione di un filmato trasmesso in diretta via internet: sono molte le televisioni straniere che, per essere visibili in più paesi, adottano questo sistema parallelamente alla classica trasmissione satellitare e analogica. Alcune di queste TV, dopo regolare acquisizione dei diritti, trasmettevano le partite in diretta su internet, visibili anche in Italia dove, in teoria, dovrebbe esserne possibile il fruimento solo pagando una quota a Sky. Sul perchè sia stato chiuso un sito che conteneva informazioni e non i provider di queste emittenti, che sono tutt’ora raggiungibili per chiunque abbia avuto la furbizia di salvarsi l’indirizzo, è ancora mistero. Sky, però, ha espresso soddisfazione: contenti loro…
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