World Tour
Scritto il 17 gen 2006 // Oggi ti consiglio....Sto diventando un patito delle webcam, ma non di quelle che servono a spiare qualche studentessa lolita che si masturba solo per te e altri duecento arrapati. Con un po’ di buona volontà e una buona dose di Google, puoi fare il giro del mondo in webcam. Che non è come farlo davvero, ma almeno è già qualcosa.
Montreal, Oslo, ma anche il lungomare di Rimini o la piazza di uno sperduto paesino della Toscana. A guardarci così, tutti pezzi dello stesso pianeta, ognuno con le sue storie, mi viene da chiedermi come possa esserci ancora in giro qualche coglione che prova a spiegarti che esistono razze diverse dalla tua.
A Tokyo è una splendida giornata di sole. Il traffico sotto l’NTT Media Lab è scorrevole. Alle sette e zero nove, orario della costa est, la Statua della Libertà è un lumicino sopra al porto che diventa buio. Se guardate bene, si vedono i fari delle macchine di gente che torna a casa. Pezzi dello stesso mondo, storie diverse.
A Budapest è già notte. La città è solo un immensa distesa di palline bianche e un ponte in lontananza. E chissà quante vite ci passano sopra ora, a cosa pensano, se sanno che ci sono io a guardarle. A Tahiti c’è una vista da mozzare il fiato. Il cielo ha così tanti colori che fa impressione. C’è vento forte, l’aria è pulita e si vede la costa fino in fondo.
Waikiki Beach, Honolulu, Hawaii: 27° gradi, umidità 54%. Vento da nord-ovest, quindici miglia orarie. In mare ci sono i surfisti e in spiaggia un sacco di gente a guardarli. E io a guardare loro, da Roma, quattro gradi e pioggia imminente.
A Glasgow è mezzanotte e mezza e ci sono così tante luci che sembra giorno. Viene voglia di camminare e godersi l’aria della via principale. La webcam di Melbourne è rotta, un tecnico arriverà presto, datato Martedì, 17 Gennaio. Aspetto anche io quel tecnico, ripasso tra qualche giorno. Una persona in più da conoscere.
Zanzibar, il vostro passaporto per il paradiso. Il sole tramonta, le palme sono quasi sulla spiaggia e il mare tranquillo splende di rosa acceso. Ma la webcam si aggiorna fino alle 18.30 ora locale, e quindi tutto ciò succedeva solo qualche ora fa. E’ già vecchio, appuntamento a domani. A Tenerife, Canarie, la cam è ancora accesa, ma è buio. A Fureteventura, un po’ più in là, è ancora più nero. Di giorno si vede il mare, fino all’orizzonte. Ma potete scegliere di osservare le spaventose navi da crocera che si fermano nel porto alla vostra sinistra. Non fa male sognare di prenderne una, prima o poi. Per il mare di Fuerteventura vale la pena. Il bagno nell’oceano.
A Gersualemme in giro non c’è nessuno. Due e trentacinque della mattina, sono il visitatore numero 20.373.278. Tanti altri passati prima di me a guardare lo stesso pezzo di mondo. Qualcosa in comune con tutti loro. A Kuala Lumpur, se sei abbastanza furbo, puoi controllare le vie del centro e guardare dove c’è meno traffico. Ma oggi è tranquillo, nessun ingorgo, si può partire sereni. Almeno così mi dice il sito, visitatore numero 4.295.923.
Ritorno alla LibertyCam. La camera della Statua della Libertà. Se potete, dice il sito, aiutate le famiglie dei pompieri che hanno perso la vita l’undici settembre.
La WebCam che puntava sul WTC è fissa da quel giorno. Fumo nero che esce dalle torri. A volte il mondo ci fa paura, ma non vuol dire che non valga la pena svegliarsi domani.
Davanti alle webcam di tutto il mondo, la vita continuerà. Non solo per essere spiata da lontano, da qualcuno che vuole sentirsi parte del proprio pianeta, ma anche perchè ognuno di noi deve avere la possibilità di essere il cambiamento che vuole vedere nel mondo.
“Be the changes you want to see in the world”, lo diceva un tale, veniva dall’India. In questo momento, a Bombay, una Dj dai capelli scuri è sola nello studio di una radio e parla al microfono a migliaia di persone, frequenza 90.5…
Montreal, Oslo, ma anche il lungomare di Rimini o la piazza di uno sperduto paesino della Toscana. A guardarci così, tutti pezzi dello stesso pianeta, ognuno con le sue storie, mi viene da chiedermi come possa esserci ancora in giro qualche coglione che prova a spiegarti che esistono razze diverse dalla tua.
A Tokyo è una splendida giornata di sole. Il traffico sotto l’NTT Media Lab è scorrevole. Alle sette e zero nove, orario della costa est, la Statua della Libertà è un lumicino sopra al porto che diventa buio. Se guardate bene, si vedono i fari delle macchine di gente che torna a casa. Pezzi dello stesso mondo, storie diverse.
A Budapest è già notte. La città è solo un immensa distesa di palline bianche e un ponte in lontananza. E chissà quante vite ci passano sopra ora, a cosa pensano, se sanno che ci sono io a guardarle. A Tahiti c’è una vista da mozzare il fiato. Il cielo ha così tanti colori che fa impressione. C’è vento forte, l’aria è pulita e si vede la costa fino in fondo.
Waikiki Beach, Honolulu, Hawaii: 27° gradi, umidità 54%. Vento da nord-ovest, quindici miglia orarie. In mare ci sono i surfisti e in spiaggia un sacco di gente a guardarli. E io a guardare loro, da Roma, quattro gradi e pioggia imminente.
A Glasgow è mezzanotte e mezza e ci sono così tante luci che sembra giorno. Viene voglia di camminare e godersi l’aria della via principale. La webcam di Melbourne è rotta, un tecnico arriverà presto, datato Martedì, 17 Gennaio. Aspetto anche io quel tecnico, ripasso tra qualche giorno. Una persona in più da conoscere.
Zanzibar, il vostro passaporto per il paradiso. Il sole tramonta, le palme sono quasi sulla spiaggia e il mare tranquillo splende di rosa acceso. Ma la webcam si aggiorna fino alle 18.30 ora locale, e quindi tutto ciò succedeva solo qualche ora fa. E’ già vecchio, appuntamento a domani. A Tenerife, Canarie, la cam è ancora accesa, ma è buio. A Fureteventura, un po’ più in là, è ancora più nero. Di giorno si vede il mare, fino all’orizzonte. Ma potete scegliere di osservare le spaventose navi da crocera che si fermano nel porto alla vostra sinistra. Non fa male sognare di prenderne una, prima o poi. Per il mare di Fuerteventura vale la pena. Il bagno nell’oceano.
A Gersualemme in giro non c’è nessuno. Due e trentacinque della mattina, sono il visitatore numero 20.373.278. Tanti altri passati prima di me a guardare lo stesso pezzo di mondo. Qualcosa in comune con tutti loro. A Kuala Lumpur, se sei abbastanza furbo, puoi controllare le vie del centro e guardare dove c’è meno traffico. Ma oggi è tranquillo, nessun ingorgo, si può partire sereni. Almeno così mi dice il sito, visitatore numero 4.295.923.
Ritorno alla LibertyCam. La camera della Statua della Libertà. Se potete, dice il sito, aiutate le famiglie dei pompieri che hanno perso la vita l’undici settembre.
La WebCam che puntava sul WTC è fissa da quel giorno. Fumo nero che esce dalle torri. A volte il mondo ci fa paura, ma non vuol dire che non valga la pena svegliarsi domani.
Davanti alle webcam di tutto il mondo, la vita continuerà. Non solo per essere spiata da lontano, da qualcuno che vuole sentirsi parte del proprio pianeta, ma anche perchè ognuno di noi deve avere la possibilità di essere il cambiamento che vuole vedere nel mondo.
“Be the changes you want to see in the world”, lo diceva un tale, veniva dall’India. In questo momento, a Bombay, una Dj dai capelli scuri è sola nello studio di una radio e parla al microfono a migliaia di persone, frequenza 90.5…
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euro wrote:
17 gen 2006, alle 02:00ho letto la metà di quello che c’era scritto ma penso di aver capito la storia; carino il pezzo dove quello viene rapito dagli alieni a Melbourne e non può svolgere il suo lavoro.. Cmq mi passi sto sito??
isbenz wrote:
17 gen 2006, alle 02:00Se non sapessi la vera ragione per cui hai scritto tutto ciò ti odierei…
A buon rendere!
Marica
17 gen 2006, alle 02:00