XXI
Scritto il 12 gen 2006 // Personal.Quello che ventun’anni fa succedeva di iniziare a esserci pure a lui. Che per la verità non è proprio esatto, visto che è mezzanotte e mezza e quel giorno lì, mentre copre Roma di neve, deve far arrivare le sedici perchè qualcuno possa iniziare ad accorgersi che sta per succedere qualcosa.
Sarebbe il più bel ricordo di ognuno di noi, cosa abbiamo visto la prima volta. Anche se quasi sicuramente è un’immagine poco degna di nota, forse pure un po’ schifosa, ma è pur sempre la prima e sarebbe bello tenerla a mente. Volti, mani, ansie per un neonato troppo grosso per essere vero, che tocca tirarlo via con la ventosa.
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Ha tirato fuori solo la testa, e già gli hanno fatto una cicatrice. Nasce già con l’aspetto del vero duro, cicatrice sul cranio pelato e un sacco di dottori solo per lui. Per non tenervi troppo in ansia, alla fine la cicatrice se la tiene ma lo mettono al mondo sano e salvo. Nella scena non si sente lui che piange perchè lui sta zitto immobile col labbro di sotto in fuori e si guarda intorno. Un bimbino tranquillo, pare alle infermiere. Poi capita che è l’unico di quel Gennaio lì a essere maschio in quell’ospedale. Dorme in una stanza con altre cinquanta femminucce. |
Visto che le sveglia quando piange, è l’unico che viene portato in braccio fino alla mamma e dorme in reparto con lei. Le infermiere ritirano "tranquillo" e sostituiscono con un più adeguato "fortunato".
Se uno inizia così, non può non montarsi la testa. Poi capita che la vita va diversa, ma insomma se deve pensare ora al periodo migliore della sua vita è sicuramente quello lì.
Il resto è sempre meno chiaro. Arriva un giorno che poi rinizi a ricordare tutto, ma poche cose valgono la pena davvero.
Eppure lui ora non sa cosa darebbe per ricordare quel giorno. Per saperlo di suo, perchè c’era, e non perchè se lo fa raccontare da chi l’ha vissuto intensamente vicino a lui.
Avrebbe voluto vedere lei diventare mamma per la prima volta. Provare a vedere cosa passava negli occhi di quello che s’era preso la metà del merito, o della colpa, di tutto quel viavai di medici. Di quelli che in quel momento diventavano nonni, e chissà, forse si chiedeva perchè erano solo tre. No, lui sa di non esserselo mai chiesto, l’ha sempre saputo. Quello che mancava forse lo aveva anche incontrato, ma prima, quando ancora non aveva la cicatrice sulla testa e tante facce intorno. Chi lo sa cosa c’è prima. Un’altra cosa che gli piacerebbe ricordarsi.
Chissà che odore aveva casa la prima volta che c’è entrato. Cosa ha sognato la prima volta che ha dormito lì, tra le coperte sue, sopratutto quella bianca con le mele blu. Chissà cosa ha pensato lei quando lo ha visto dormire la prima volta dentro la copertina con le mele blu che aveva fatto apposta.
E lui? Ha pensato della sua vita, in quei giorni sempre più nevosi? Magari era già in grado di sperare in qualcosa di buono, qualunque cosa, proprio come fa stanotte per farsi coraggio e pensare che ancora una volta è quel giorno lì.
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Aragorn'84 wrote:
12 gen 2006, alle 01:04Ciao Max,innanzi tutto Tantissimi Auguri di buon compleanno,come vedi me ne sono ricordato!Devo dire che leggendo il tuo intervento mi sono quasi commosso,secondo me hai una innata capacità di scrivere toccando il cuore e leggere ciò che scrivi è sempre un piacere!Spero che oggi passerai un compleanno degno della bella persona che sei!Anche se ho saputo da Andrew che stai girando e quindi oggi ti tocca lavorare!Cmq ancora auguri e in bocca al lupo per tutto il resto!Ciao Manfredi
AloneWithEverybody84 wrote:
12 gen 2006, alle 01:04Auguri Max
May the spirit of Arkaine protect you
cesca wrote:
12 gen 2006, alle 01:04Auguri Max, anche se in ritardo di qualche ora, sappi che anche se non ci vediamo spesso, ti "leggo" sempre!!
bacioni grandi!!!!!!!
Valerio wrote:
12 gen 2006, alle 01:04felice giorno di compitura degli anni (21)