Archivio di dicembre 2005

duemilasei

2 Commenti // Scritto il 29 dic 2005 // Personal

Inesorabilmente sarà duemilasei. Avverto il panico perchè già so che mi ritroverò prima o poi al buio a fare i conti. Pensare a cosa sì e a cosa no, quest’anno.
E’ stato uno di quelli strani dove c’è un po’ di tutto e dove niente si è completato. Capodanno serve a capire quanti me diversi sono esistiti, e scoprire che se alcuni ne escono alla grande, molti di più ne escono a pezzi.
Il piano personale, per esempio. Ho perso fiducia in tantissime persone, in tantissime cose in cui credevo, perchè come al solito credere è stata una debolezza e la debolezza ha aperto porte che hanno fatto entrare solo negatività. Allora non resta che credere in se stessi e in quelle due o tre cose che servono a evadere dal mondo, sempre che riescano a rimanere tali.
Senza dubbio il prossimo sarà un anno dove sentire la mancanza. Perchè se nei mesi scorsi c’è stato sangue, abbandoni e lontananze troppo forti, allora non c’è che da aspettarsi che nei prossimi ci sarà voglia di riprendersi tutto ciò che non c’è più. Chissà se ci sarà anche la forza di sapere che non sarà possibile.
Spero solo di riuscire a non nascondermi dietro le cose brutte. Perchè in questi mesi tante persone vicino a me ne hanno affrontate di così grandi che è stupido anche solo paragonarle in queste righe. Il mio è stato semplicemente un anno di cambiamenti, dove fare selezione e provare a crescere dentro e fuori. Il guaio è che vorrei esserci riuscito davvero. Arriverà l’ultima mezzanotte, e non cambierà niente. Sarà solo il momento di avere un nuovo punto di riferimento, provare a mettersi alle spalle quello che non mi è piaciuto e provare a non scrivere sempre le stesse cose su quel foglio bianco che ci ritroviamo davanti.
Spero che sia per tutti voi un anno privo di rimpianti.

Vivi come se dovessi morire domani, e pensa come se non dovessi morire mai.

Il senso di max per la neve

6 Commenti // Scritto il 22 dic 2005 // Personal
Volevo farvi gli auguri. A tutti quelli che sono passati di qui fin dallo scorso febbraio e a quelli che hanno iniziato un po’ dopo. Insomma, a quelli un po’ affezionati che saranno pochi ma buoni ma che almeno sono. Grazie dell’attenzione e vi faccio gli auguri più di gusto che posso, a voi e a tutte le persone che amate, perchè passiate un Natale proprio come lo desiderate.

Intanto è arrivato Natale e ancora non ho comprato un regalo. Ma ho speso un sacco di soldi comunque, tanto alla fine il bisogno è quello, faccio circolare l’economia e chissà che domani la gente non mi ringrazi mentre cammino per strada. Sarebbe un’esperienza nuova, in un mondo di indifferenti cronici che non si guardano in faccia per paura di sentirsi chiedere che problema hanno. Mi piacerebbe potervi dire che a Natale non succede, perchè siamo tutti più buoni, ma non è esattamente così: a Natale siamo tutti più buoni con quelli che conosciamo, e già ci costa un enorme sforzo, anche se tutto sommato è splendido vedere così tanta gente alle prese con i regali.

Danno l’idea di dover fare qualcosa per le persone che abitano le loro vite. Anche se sono un po’ costretti dall’etichetta, beh qualcuno ci troverà gusto. Fa sempre più freddo e mi piacerebbe che nevicasse. Lo scorso anno se n’era parlato tanto e non è successo, ne avevo parlato anche io qui, chissà se qualcuno se lo ricorda. Stavolta non se ne parla per niente ma io continuo a sperare che succeda.

Quando sono nato nevicava. E’ stata la penultima nevicata su Roma, non l’ultima perchè io devo essere un po’ scarso in tutte le cose che faccio altrimenti non sarei io. Ad ogni modo, mi piacerebbe poter ricordare qualcosa di quegli anni. Ero l’unico maschio di tutto il reparto di pediatria, nato in un freddissimo Gennaio nevicoso, e anche se nessuno ci crederà ero biondo. Poi mi sa che non m’è piaciuto, ma ancora non conoscevo Brad Pitt.
E avevo una splendida copertina bianca e blu, e ce l’ho ancora. L’aveva fatta a mano mia mamma mentre aspettava me. Da bravo maschio italiano, mammone come pochi, ancora la conservo. Vorrei vedere la neve per tornare alla mia vecchia casa e guardarla com’era quando ci arrivai per la prima volta. Provare a guardare Roma tuffata nel silenzio di una mattina di quelle che ti svegli con la neve, e camminare sulle strade che di solito non si può.
E’ arrivato Natale e mi sa che non nevicherà. Non so neanche cosa chiedere a Babbo Natale. Una cosa mi piacerebbe riceverla: potresti fare in modo che a tutti quelli che mi mandano per e-mail la dimostrazione matematica che non esisti (perchè per consegnare i regali in una notte dovresti viaggiare tante volte più della velocità della luce) prenda fuoco il disco rigido? Niente di grave, giusto un modo per dimostrargli che ogni tanto fa bene convincersi di qualche bugia. Se posso chiedere una seconda cosa, portami la voglia di essere meglio. Altrimenti mi accontento dei piccì andati a fuoco, così risparmiamo anche alla befana il fatto che il carbone consegnato anche solo ad un bambino su mille peserebbe più del colosseo.
Ai miei amici porta quello che ti pare. Ho l’impressione che tutti loro stiano cercando qualcosa nella loro vita e non so cosa, quindi non so che chiedere per loro. Ma sono persone splendide e sapranno accontentarsi di tutto. Alla mia famiglia basterebbe sapere che ancora ho la mia copertina di quando ero piccolo. Penso che capirebbero che mi attacco a loro ogni giorno, anche se faccio di tutto per far sembrare il contrario.

 
Ancora auguri a tutti e grazie, di cuore, per esserci stati fino a ora.

ottoottoduemiladue

Lascia un commento // Scritto il 21 dic 2005 // Personal
L’estate stava finendo, e ogni giorno rappresentava un passo in più verso le loro vite di tutti i giorni. Il sole tramontava di nuovo, passando dietro le nuvole e illuminando il cielo davanti a loro di tutti i colori possibili. Lui e lei godevano di quel momento in silenzio, seduti sul vecchio pedalò dello stabilimento. Nessuno dei clienti aveva aspettato, oltre a loro. Il mare risplendeva di luce propria, l’aria della salsedine li avvolgeva e il lento tuffo del sole continuava inesorabile, lasciandoli ammirati.
Solo guardandosi negli occhi, senza dirsi niente, si alzarono entrambi dalla loro posizione. Si conoscevano da tantissimi anni, fin da quando erano bambini. Non si ricordavano neanche il giorno esatto in cui si erano incontrati. Solo avevano preso strade diverse tante volte nella vita, e la loro amicizia era rimasta a quando si erano conosciuti. Non avevano mai parlato troppo a lungo di loro e dei problemi che avevano, o di cosa gli piacesse. Semplicemente ogni tanto si stupivano di conoscersi da così tanto tempo. In quel momento, però, non servivano parole.
Iniziò lei ad avvicinarsi all’acqua seguendo quella scia che il sole formava sulle onde, lasciando i suoi vestiti sulla spiaggia deserta e ogni tanto girandosi indietro per controllare che lui facesse altrettanto. Quando entrambi rimasero con solo il costume addosso, fermi sul bagnasciuga con i piedi immersi nell’acqua che andava raffreddandosi, capirono quanto raramente capitasse l’occasione di entrare in un’opera d’arte come quel tramonto. Mentre in lontananza arrivavano i loro compagni d’avventura, con la legna da ardere e la carne da fare alla brace, si abbandonarono al mare e per alcuni lunghissimi momenti sentirono di vivere un momento indimenticabile.
 
P.S.: Grazie a tutti per le oltre 3000 visite toccate stanotte.

Per M.

Lascia un commento // Scritto il 19 dic 2005 // Personal
E’ strano ma pensavo a te stanotte. Anche a noi, un po’. E’ tanto tempo che non ci sentiamo, io sono partito senza neanche salutarti e credo che tu non ci abbia fatto troppo caso. E’ sempre stato così, siamo passati da momenti di perfetta unione a insofferenza reciproca. Ma tant’è, quando ti ripenso vedo i momenti belli, perchè quelli voglio vedere, e mi piacerebbe poter dire che è sempre stato così. Come la prima sera insieme, che tornavi a casa senza stivali per non far rumore per le scale.
E’ durata solo un po’, ma ci ripensavo ieri sera, a quanto mi piacevano i tuoi occhi, e quanto stavi al gioco. Forse lo facevi solo per piacermi, ma io non ci credo. Avevo perso la testa per la tua pace dei sensi e non importava tanto il perchè c’eri, era importante che fosse così.
Non lo so perchè mi sei tornata in testa, ma in fondo è stato bello per quel po’ ed è piacevole ripensarci. Tutto sommato, sei stata proprio come ti volevo io. Per questo ti voglio bene comunque, nonostante tutto.
Spero che tu sia felice. Buon Natale.

Fuoritema [io vi ho avvertito]

1 Commento // Scritto il 18 dic 2005 // Personal
Il tema di oggi è perchè. Ma non i perchè esistenziali, quelli non hanno risposte ed esistono solo per non essere esauditi mai. A proposito di questo, vi avverto: mi aspetto che, una volta morto, in qualche modo possa ricevere le informazioni sul perchè viviamo, se siamo soli nell’universo e tutto il resto. Se, una volta chiusi gli occhi per l’ultima volta, mi ritrovassi di nuovo neonato, allora sì che piangerei, perchè sarebbe un destino crudelissimo e non avrei modo di esprimere il mio disappunto a chi di dovere. Eppure sono quasi convinto che vada così: lasciato il nostro corpo di adesso, rinasciamo immediatamente su questo stesso identico mondo, solo da un’altra parte, e riusciamo a rendercene conto solo per cinque minuti, in cui non possiamo dirlo a nessuno. Poi il nostro cervello piano piano regredisce e riniziamo tutto da zero come se niente fosse.
Sarebbe una grandissima fregatura, e hai visto mai che una cosa che succede a tutti è vantaggiosa. Tutte le cose "inevitabili" della vita sono fregature. Le malattie, la morte, la nascita, la sofferenza e i vigili urbani.
Che l’argomento sia un po’ macabro è innegabile, ma credo che pensarci, ogni tanto, serva sopratutto ad esorcizzare la nostra paura nei confronti di cose così grandi. Una volta ho visto uno spararsi, per davvero. E’ qualcosa di troppo enorme per una testa piccola come la mia. Però l’altra notte ho risognato quel momento e mi sono svegliato con un profondo senso di inadeguatezza. Cosa pensi un attimo prima di premere il grilletto contro te stesso? E sopratutto, penserai qualcosa dopo? Avrai il tempo di renderti conto di quello che hai fatto? Avrai il tempo di pentirtene, o di ritenerti soddisfatto?
Vorrei non aver ripensato a tutto ciò ma oramai l’ho fatto. Perchè quello che è successo in quel giorno mi fa pensare solo una cosa: è tutto inutile. Perchè tanto tutto finisce in un attimo, l’ultima immagine che vedi, l’ultimo suono che senti, l’ultima emozione che hai e dopo puoi aver creduto a una calda luce bianca per tutta la vita ma che effetto ti farà vederla davvero? E se, in fondo, la luce bianca sarà solo quella di una sala d’ospedale che vedrai a testa in giù? Sarebbe una gran fregatura, appunto.
Come questo post, che nelle prime due righe sembrava quasi pieno di cose idiote, e invece ho messo tutto me stesso per deprimervi un po’. Ora posso augurarvi buona giornata.
Buona giornata.
Fatto.
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