Archivio di novembre 2005

Alla prossima

2 Commenti // Scritto il 05 nov 2005 // Personal
Se giri per blog, ti capita di trovare quelli che fanno gli intellettuali, ogni tanto, e provano a scrivere cose che non si capiscono subito ma che sotto sotto sono stronzate. Anche perchè lo sappiamo tutti che l’intellettuale non cambierà mai da solo la gomma bucata ma penserà al perchè un chiodo è in mezzo ad un’autostrada che taglia in due la campagna. Che è un quesito importante, mica no, però intanto vai a piedi, e cosa è meglio?
C’è chi ama la pioggia e ci si sofferma sotto, io per due gocce che mi hanno sorpreso in motorino ho preso la febbre e mi sa che io non amo la pioggia. Quelli che fanno bei pensieri ammirano il mare d’inverno, io il mare d’inverno non lo sopporto perchè tira un vento della madonna, i granelli di sabbia si infilano ovunque e, sopratutto, non ci si può fare il bagno. Anche perchè, uno che si ammala per un po’ di pioggia in motorino, figurati a nuotare in mare d’inverno.
Uno che scrive cose sensate secondo me legge pure tanto, e poi si rivende tutto. Non è che ci pensa, per esempio, a chi è che crea le emoticon. Io ci penso spesso al tizio che s’è messo lì a fare le faccine per ogni cosa. Io non leggo tanto, leggo un po’ e quando mi va. Mo non mi va, mi va di scrivere però non c’ho niente da rivendermi e quindi temporeggio (sì, temporeggio) in attesa dell’idea buona.
Pure perchè non è mica facile scrivere sempre di idee buone. Qui tutti scrivono di idee cattive. Perchè quello è stupido, perchè lei è maligna, e nessuno che scrive che gli gira bene per una volta. Manco io scrivo mai che mi gira bene, perchè quando ti gira bene non stai a scrivere, stai a leggere o a guardare il mare d’inverno che vuol dire che hai tempo da perdere, oppure puoi pensare a chi fa le emoticon o a chi si perde i chiodi per strada.
Una volta ho visto una macchina perdersi una borchia, ma non un chiodo. Ero in giro con la macchina nuova, uno nell’altra corsia ha perso una borchia, la borchia è finita sotto la mia macchina e da quel momento non ha più funzionato l’aria condizionata a livello 4. Tutta l’estate a livello 3 che è tanto ma che non è proprio il massimo, perchè il massimo è 4 e il quattro non funzionava perchè quello va in giro con le borchie messe male. Secondo me l’ha mezza staccata lui per dare un calcettino alla gomma e vedere se era gonfia. Per fortuna che poi quella macchina l’hanno rubata e mo ne ho un altra, che l’aria condizionata funziona pure a quattro. E’ proprio quello che ho pensato quando mi hanno detto che la macchina non c’era più. Poi ho pensato a quanti soldi avevamo speso per quella, a quanti ne avremmo spesi per quella nuova e a quanto non sarebbe stata nuova quella nuova. Questa non si capisce subito, come le frasi degli intellettuali, ma non si capisce subito perchè è scritta male mica perchè ha qualche contenuto serio tipo il mare mosso d’inverno che rappresenta la mia anima agitata di persona che dovrà combattere con i granelli di sabbia alzati dal vento che finiscono negli occhi. Non era proprio così ma tipo.
La verità è che c’avevo voglia di scrivere ma non di leggere, quindi scrivo e non leggo, non rileggo perchè per rileggere devi aver letto almeno una volta, e sopratutto non ho controllato che cosa ho scritto. Quindi mi dispiace se non si capisce ma oggi va così, alla prossima.

Donna domenica

2 Commenti // Scritto il 01 nov 2005 // Personal
La domenica inizia da sabato notte. Perchè il sabato notte è un tutt’uno fino a quando il sole non sorge, e io non voglio finirlo troppo presto. Perchè fuori dal portone aspetto lei, che mi manca da morire e che finalmente è tornata. Non è tornata per me, o almeno non solo per me, se ne viene da una bella cerimonia con tutti i parenti e con una scollatura da far paura. E con un solo filo di trucco per far pesare che è bella senza, tanto per sottolineare che alla rivalità femminil, pure in famiglia. non c’è mai fine.
Alla fine, siamo ancora io e lei. La differenza è che lei accende le candele per casa, spegne tutte le luci, e stacca tutte le preoccupazioni dalla mia testa: la pausa è non pensare più a niente, scogliersi sotto l’olio e il massaggio, i consigli e le parole dette col tono di voce leggero. In sottofondo la musica che lei ha scelto, poi ci sarà il pranzo che cucinerà lei domani e il suo calore che c’è sempre ma che dal vivo fa tutto un altro effetto. Come il bacio sulla guancia che schiocca e che brucia perchè da tempo mi mancava un segno d’affetto tanto sincero.
Ci sono tante bugie belle, secondo lei. Me ne ricordo solo qualcuna. La nostra, è una bugia bellissima ed effimera, come diciamo sempre. Il cinema è una splendida bugia a cui vogliamo credere per non credere alla verità. Il quotidiano sforzo che facciamo per piacere alla gente, è una bugia detta per sopravvivere. Scrivere TVB nei messaggi è la bugia più corta del mondo, perchè non so tu ma io non ho mai scritto una cosa del genere a una persona a cui volevo bene veramente. I contatti bloccati su messenger sono una bugia, perchè tanto vale che li cancelli. E’ una bugia credere che certe cose durino nel tempo, ma è una bugia che ci permette di non disperarci. L’invidia è una bugia, perchè è un semplice desiderio irrisolto, e la lussuria è una bugia, perchè sono desideri risolti. E tante altre sono bugie, ma io mi rilasso sotto il suo massaggio e le sue parole e non sto a memorizzare tutto.
Il resto è domenica pomeriggio. Primo pomeriggio. La mattina è passata nel sonno, a incrociare i respiri e a provare a non pensare a niente. E’ il pranzo della domenica, è fuori che c’è silenzio e odore di dolci dalla pasticceria, è ancora un bel po’ di ore senza pensare a niente. Poi c’è il pomeriggio vero, quello di noi e noi e noi un’altra volta e un’altra volta chissenefrega di quello che c’è fuori alla porta. Il telefono non ha squillato mai da quando c’è lei. Appena mette piedi fuori di casa, anche se non ha più i tacchi alti e la scollatura da panico, il mondo fuori se la riprende e rimane immobile ad ammirarla, mentre il mondo dentro rinizia a reclamare attenzione e io faccio finta già di dormire. E’ domenica sera.
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