Verso l’ignoto

Scritto il 12 set 2005 // Personal.

E’ come se ti trovassi improvvisamente in un lago ghiacciato. Stai in piedi, immobile, lontano dalla sponda. E se provi a camminare, senti schricchiolare il mondo sotto di te.
Allora, per paura di sfasciare tutto, o più semplicemente per paura di dover fare il bagno, non ci metti tutta la forza che servirebbe. Finisce che rimanì lì nel mezzo ad aspettare che torna il caldo e ti toglie lui dai casini. Che potrebbe voler dire aspettare tanto.
Il problema è che ti ci trovi improvvisamente. Non è una cosa che dici "vado in mezzo al lago ghiacciato e poi quando sto lì decido che fare". Ti ci trovi di botto, passi dalla spiaggia con la palma alla fottutissima distesa d’acqua solida. Solida mica tanto.
La verità è che non sopporti i pensieri. Sei ansioso da morire. Sei uno che quando ha la sveglia apre gli occhi sempre mezz’ora prima col terrore di non averla sentita. Che quando va da qualche parte ha una stronzissima paura di perdere qualcosa, chiavi, portafoglio, telefono, e controlla continuamente se ci sono tutti. Sei uno che odia lo zaino perchè non può controllare al volo se qualcosa è caduto. Se vai ad un appuntamento e arrivi per primo, hai sempre il dubbio di aver sbagliato posto, giorno, ora, città, nazione, mondo.
Se a uno così va storta mezza cosa, non ci capisce più niente. Se gli spostano le sue cose, e lui non le trova allungando la mano, gli prende il nodo in gola e non sa più che fare.
Figurati se puoi reggere i pensieri. Non c’è un momento in cui non ne hai. Solo che sei cresciuto con pensieri compulsivi su questo e su quello e oramai sono normalità. Agitazione di sottofondo, si chiama. Quando arriva qualcosa e agita davvero, allora si amplifica anche quella di sottofondo e ne salta fuori il panico. Schiena al muro. Un’unica via da percorrere ed è stretta stretta, buia e schifosa.
Sai cosa sogno in quei momenti? Prendo un pullmino, carico su la gente che vorrei vedere e vado in un posto tipo agriturismo. Alloggio tutti lì, chiudo il cancello, e non c’è nessun altro. Un po’ egoista, magari agli altri manco piace la natura.
Bah, ansioso pure nei sogni.
La cosa peggiore è che sai che non conta niente. Che tutte le tue ansie, i tuoi nodi in gola, sono roba da niente. E’ che vengono. Dicevo, improvvisamente nel lago ghiacciato.
E’ uno di quei periodi in cui si fa selezione. Chi sopporta dentro e chi non sopporta fuori a calci in culo. Io non sopporto più in quel momento.
Mi hanno detto che potrebbe essere peggio. Io lo so che intendevano che sarà peggio, se non fai qualcosa. Allora prova a dirla come la dici: è una cosa ridicola, che ti fa stare così. Ti accorci da solo la vita. Cosa daresti per cambiare cervello ora? Tanto. Tutto no, perchè sarei ansioso di perdere tutto.
Da capo.

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