Archivio di giugno 2005

Farfalle e conquiste

2 Commenti // Scritto il 06 giu 2005 // Personal

Si potrebbero sprecare mille parole. Però è una strana sensazione dover tornare alla vita di tutti i giorni, anche se non è proprio la vita di tutti i giorni.
Sono di tutti i giorni i posti, le faccie, le rotture di coglioni.
I momenti d’evasione, come il lunghissimo ponte passato lontano da tutto quanto ho elencato prima, serve come medicina. Immagini e persone da ricordare quando ti mancano le forze. Un po’ di invidia per chi rimane e un po’ di nostalgia per chi fa parte di quel mondo in modo permanente.
La mattina prima di andare via gli ultimi saluti sono per qualcuna che da anni non manca mai di mettermi di buonumore. La mia stessa età meno qualche giorno e un carattere così solare che da solo basta ad illuminare il bar che tutte le mattine apre alle sei e un quarto. Un buon motivo per vincere la pigrizia, svegliarsi prima che se ne vada per fare colazione da lei, e recuperare tutto ciò che la lontananza ci fa perdere della vita dell’altro. Compreso il tatuaggio sul bacino di una farfalla che è, come lei, bellissima, anche se solo per qualche ora. A differenza delle farfalle che, intanto, riempiono anche i muri del bar, lei si può permettere di essere ancora più bella dentro e di essere un’amica come si deve. Nonostante i chilometri e le vite diverse. Cornetto e cappuccino per ricordarsi di essere, sopratutto, "leggeri".
________________________________________________________________

Tornate con la mente all’ultima volta che avete conquistato qualcuno. Ma non a quando lo avete fatto appositamente. Una persona che mai avreste pensato potesse guardarvi così attentamente e perdere la testa per qualcosa che fate senza pensare. Una frase che avete detto, un gesto, il modo di camminare o di sorridere.
Più semplicemente, tornate con la mente all’ultima volta che avete pensato di aver cambiato qualcosa nel vostro rapporto con una persona: nel ritorno a casa vi siete resi conto che nulla sarebbe più stato uguale al giorno prima, che sia perchè è nata un’amicizia, che sia perchè siete arrivati più in la.
Per molti di voi non sarà così lontana quell’ultima volta. Per tanti altri, tantissimi secondo me, quella volta è ora e non ve ne accorgete. Una percentuale di voi lo scoprirà, altri ne dubiteranno per tutta la vita e altri ancora non lo sapranno mai.
E per quanto mi riguarda? Sinceramente non lo saprei dire. Sempre che valgano le "conquiste" fatte per ego personale e non per affinità elettive, si potrei dire qualche mese fa. Ma ho il dubbio che quelle non significhino niente, perchè tutto sommato non è conquistare una persona ma essere come quella persona vorrebbe vederti solo per pensare di averla conquistata.
Decisamente non valido come risultato: allora forse devo tornare più indietro con la memoria. Mi è sempre piaciuto avere intorno a me volti noti: gente che piano piano si è ricavata un perchè, un motivo per esserci, e ogni volta che può conferma e rilancia. E gli ingressi nuovi sono tanto belli quanto rari.
Un’altra -triste- verità è che, almeno al momento, non mi spreco molto neanche se gli ingressi nuovi ci sono. Così succede che una semisconosciuta, di cui so a malapena il nome, riesca ad attirare la mia attenzione con una serie di particolari fisici che sembra collezionare apposta per incontrare i miei gusti. La cosa peggiore è che mentre la bellissima cerca di avere qualche attenzione con tutte le scuse possibili, magari perchè è tanto tempo che non conquista nessuno o magari perchè ha deciso di conquistarne un altro, l’unica cosa che riceve in cambio è l’immagine di qualcuno troppo impegnato a pensare ad altro, perchè l’ego consiglia di non farle avere vita facile.
Tanto per vedere l’effetto che fa.

Rompipalle

1 Commento // Scritto il 01 giu 2005 // Personal

Quando qualcuno mi fa un complimento, ho sempre paura che in futuro riuscirò a farglielo rimangiare. Così in tutto, ovviamente.
Un po’ perchè è divertente spiazzare la gente, tanto per vedere che reazione ha. Un po’ perchè più pensi che puoi fare bene una cosa, meno riuscirai a farla bene. Vale per me, almeno.
Succede così per ogni cosa: come un discorso che pensi di poter padroneggiare e invece non ti ricordi neanche più come iniziava, o un articolo che non ti viene in mente e che piuttosto che scriverlo ti faresti legare nella cabina di pilotaggio di un Boeing per fare Roma-New York (e chi mi conosce lo sa quanto voglia dire per me prendere un’aereo, che per di più passa sul mare).
Dico con una punta di orgoglio che tre o quattro persone mi hanno detto di divertirsi a leggere ciò che scrivo. Il che, dopo il primo momento di narcisistico piacere, mi ha lasciato con l’impressione che il prossimo post (magari questo) gli faccia schifo e si rimangino tutto. Io comunque ringrazio le persone che si sono dedicate alla lettura e che hanno trovato la forza per trovarlo anche divertente.

Ma passiamo a cosa c’è di nuovo: per prima cosa, ho scoperto che se si cercava su Google "sono incinta" compariva questa pagina. Per fortuna ora non succede più, ma giuro che è vero. Saluto la futura mamma se mai tornerà da queste parti e le faccio tanti auguri per la missione a cui va incontro. Un qualcosa che mi ha sempre spaventato da morire: non credo che riuscirò mai a sentirmi a mio agio con un bambino nelle vicinanze. Mi rendono nervoso anche i bigliettini d’auguri con i neonati vestiti da vespe. Una vespa (l’insetto, ovviamente) non è qualcosa che uno è contento di avere vicino. Come faccia a fare tenerezza un bambino vestito da una cosa che da fastidio avere vicino rimane per me un mistero.
Non mi farebbe tenerezza un bambino vestito da viglie urbano. Mi farebbe molta paura, da piccolo vigile urbano e magari da grande ausiliario del traffico.
Ad ogni modo, il sentimento è reciproco: tutti i bambini che ho incontrato in questi ultimi anni hanno sempre avuto una paura folle di me. Se state pensando a "due poli uguali che si respingono", me l’hanno già detto, non siete originali. Ad ogni modo, non riuscirò mai a fare le smorfie ad un ragazzino, mi riesce più facile fare il coglione tra gente della mia età.
E poi, a dirla tutta, sono convinto che se tutti parlassimo ai ragazzini, invece di riempirgli le orecchie di versi umanoidi nei loro primi mesi di vita, questi imparerebbero a parlare molto prima di quanto non fanno ora.
Non è comprovata come teoria, anche perchè farebbe specie vedere un tizio salutare un neonato con un bel "buongiorno, come va?". Ma vabbè.
Partendo dai ragazzini si potrebbe tirare una lista di ciò che non mi piace. Per esempio, argomento donne: non mi piacciono le ragazze che dopo essere stati insieme una giornata appena arrivate a casa ti mandano un messaggio. E non sopporto se si incazzano perchè non hai risposto. E non sopporto quelle che fumano, o che non hanno un paio di scarpe da ginnastica vecchie per quando improvvisi le partite al parco con gli amici. Vorrei non sentirmi più chiedere di mettere un piercing al sopracciglio (ma me lo vedreste così bene voi??), non sopporto chi è sempre occupata e poi quando vai da qualche parte ti dice "ma perchè non mi hai chiamato??". A scanso di equivoci, potrei elencare molte più cose di quelle che sopporto benissimo (anzi, adoro!) nei comportamenti del gentil sesso… ma questo è un post pieno di cose che non mi piacciono.
E allora, non mi piacciono gli aerei: fobia innata, odio vederli, odio il rumore, odio i film dove si vedono. Odio pensare di doverne prendere uno, anche per scherzo. E odio l’altezza. Un po’ perchè non sono alto due metri, un po’ perchè soffro di vertigini. E ho veramente paura degl insetti: ragni, scarafaggi e quant’altro. Ma in particolare grilli e cavallette: il ragno cammina, lo tieni a distanza. La cavalletta salta, te la ritrovi ovunque e, diciamocelo, odio anche chi mangia gli insetti.
In fondo non è così difficile accontentarmi: non mangiate insetti, se volete viaggiare con me pianificate di farlo in treno, macchina o nave, non mandatemi un messaggio dopo una giornata passata insieme, non pretendete che faccia versi strani ai bambini (il che non impedisce di farli voi stessi), non rompetemi le palle con ‘sto cazzo di piercing al sopracciglio, e sopratutto, non sposatevi. Mai.
Come dice il saggio Cassini, il matrimonio è l’arte di risolvere in due quei problemi che da solo non avresti mai avuto.

Ma và che non sono così rompipalle. Mi riesce solo molto bene esserlo!

Page 3 of 3123