Cerimonie curative
Scritto il 25 giu 2005 // Personal.C’era un periodo in cui non sopportavo le cerimonie. Lo svegliatiprestovestitibeneprendilamacchinasalutatuttipureiparentichenonvedimaiesorridisempre.
Poi, crescendo un po’, ho cambiato idea. Così mi sveglio presto, mi metto i vestiti nuovi (c’è qualcosa di speciale nel vestirsi con tutti vestiti nuovi) e parto. La soddisfazione di ritrovare una marea di parenti che non vedi mai e che vorresti vedere sempre. L’euforia cresce. Un po’ perchè tutti insieme non ci si sta mai e un po’ perchè il vino è buono. E io bevo più di quanto abbia mai bevuto in tutta la mia vita.
Cazzeggiocazzeggiocazzeggio. Cugini più grandi che iniziano a non essere più troppo grandi. Cazzeggiocazzeggiocazzeggio e casino.
Camerieri impazziti. Chi perchè lavora per dieci, chi perchè balla con noi.
Cugine belle come il sole. Pure quella col pancione, bella e quasi mamma per la seconda volta. Cose di giorni, ma c’è pure lei.
Tutto sommato, ogni tanto fa bene stare tra i parenti. Sentirsi parte della famigliona. Arriva il tortone nuziale, poi altre cinque, poi i baciabbraccivinochampagneombra. Ancora cazzeggiocazzeggiocazzeggio. Dai sedici anni in su tutti insieme nel cazzeggiocazzeggiocazzeggio.
Il sole tramonta sulla campagna. Vengono riposti gli abiti da scozzese, i cordiandoli e le trombette da stadio. Saluto gli irriducibili (che rimangono fino alla fine) e vado verso la macchina.
Nel parcheggio, cugina incinta e fidanzato con relativa prima figlia (splendida a dir poco) che tornano a casa.
Lui, col braccio fuori dal finestrino, suona ancora la tromba. Il suono si allontana mentre esce dal parcheggio e va a prendere l’autostrada.
Se fate silenzio, lo sentite ancora.
Svengo sul divano tornato a casa. Domani c’è lei e poi è di nuovo lunedì.
Vorrei ringraziarli tutti uno per uno. Non perchè sono così come sono, ma semplicemente perchè ci sono, sono tantissimi e sono tutti unici. Cool.
Tutto ciò che si trova in queste pagine è pubblicato secondo licenza