Penultima volta

Scritto il 24 giu 2005 // Personal.

Cerchi di non pensare a domani. Per la prima volta affronti un viaggio così lungo in motorino e devi ricordarti di non finire per terra. Quelli più navigati di me zigzagano ovunque e arrivano una vita prima. Io, da bravo automobilista, sorpasso solo quando posso. Un po’ perchè ho paura, un po’ perchè so cosa vuol dire dover schivare i centauri improvvisati quando stai guidando nel traffico.
Nel bene o nel male, arrivo. Caldo, caldissimo. Non c’è rumore, ma non c’è neanche silenzio: l’impressione è che lo strato d’afa assorba tutto.
Riparo ombroso e bibita gelata per recuperare gli zuccheri. Ancora non ho iniziato e già sono in debito.
Tutto ciò che è la giornata l’ho già raccontato. Solo che è meglio, indiscutibilmente meglio. Meglio in ogni particolare.
Meglio nelle persone con cui parlo, meglio nelle cose che faccio e in tutto il resto. L’aria da penultimo giorno di scuola è il prossimo passo.
Venerdì prossimo, ultimo giorno di relax (per me) e di lavoro (per gli altri). Poi devo trovare qualcos’altro. Altrimenti rischio la chiusura in manicomio.

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