Rompipalle
Scritto il 01 giu 2005 // Personal.Quando qualcuno mi fa un complimento, ho sempre paura che in futuro riuscirò a farglielo rimangiare. Così in tutto, ovviamente.
Un po’ perchè è divertente spiazzare la gente, tanto per vedere che reazione ha. Un po’ perchè più pensi che puoi fare bene una cosa, meno riuscirai a farla bene. Vale per me, almeno.
Succede così per ogni cosa: come un discorso che pensi di poter padroneggiare e invece non ti ricordi neanche più come iniziava, o un articolo che non ti viene in mente e che piuttosto che scriverlo ti faresti legare nella cabina di pilotaggio di un Boeing per fare Roma-New York (e chi mi conosce lo sa quanto voglia dire per me prendere un’aereo, che per di più passa sul mare).
Dico con una punta di orgoglio che tre o quattro persone mi hanno detto di divertirsi a leggere ciò che scrivo. Il che, dopo il primo momento di narcisistico piacere, mi ha lasciato con l’impressione che il prossimo post (magari questo) gli faccia schifo e si rimangino tutto. Io comunque ringrazio le persone che si sono dedicate alla lettura e che hanno trovato la forza per trovarlo anche divertente.
Ma passiamo a cosa c’è di nuovo: per prima cosa, ho scoperto che se si cercava su Google "sono incinta" compariva questa pagina. Per fortuna ora non succede più, ma giuro che è vero. Saluto la futura mamma se mai tornerà da queste parti e le faccio tanti auguri per la missione a cui va incontro. Un qualcosa che mi ha sempre spaventato da morire: non credo che riuscirò mai a sentirmi a mio agio con un bambino nelle vicinanze. Mi rendono nervoso anche i bigliettini d’auguri con i neonati vestiti da vespe. Una vespa (l’insetto, ovviamente) non è qualcosa che uno è contento di avere vicino. Come faccia a fare tenerezza un bambino vestito da una cosa che da fastidio avere vicino rimane per me un mistero.
Non mi farebbe tenerezza un bambino vestito da viglie urbano. Mi farebbe molta paura, da piccolo vigile urbano e magari da grande ausiliario del traffico.
Ad ogni modo, il sentimento è reciproco: tutti i bambini che ho incontrato in questi ultimi anni hanno sempre avuto una paura folle di me. Se state pensando a "due poli uguali che si respingono", me l’hanno già detto, non siete originali. Ad ogni modo, non riuscirò mai a fare le smorfie ad un ragazzino, mi riesce più facile fare il coglione tra gente della mia età.
E poi, a dirla tutta, sono convinto che se tutti parlassimo ai ragazzini, invece di riempirgli le orecchie di versi umanoidi nei loro primi mesi di vita, questi imparerebbero a parlare molto prima di quanto non fanno ora.
Non è comprovata come teoria, anche perchè farebbe specie vedere un tizio salutare un neonato con un bel "buongiorno, come va?". Ma vabbè.
Partendo dai ragazzini si potrebbe tirare una lista di ciò che non mi piace. Per esempio, argomento donne: non mi piacciono le ragazze che dopo essere stati insieme una giornata appena arrivate a casa ti mandano un messaggio. E non sopporto se si incazzano perchè non hai risposto. E non sopporto quelle che fumano, o che non hanno un paio di scarpe da ginnastica vecchie per quando improvvisi le partite al parco con gli amici. Vorrei non sentirmi più chiedere di mettere un piercing al sopracciglio (ma me lo vedreste così bene voi??), non sopporto chi è sempre occupata e poi quando vai da qualche parte ti dice "ma perchè non mi hai chiamato??". A scanso di equivoci, potrei elencare molte più cose di quelle che sopporto benissimo (anzi, adoro!) nei comportamenti del gentil sesso… ma questo è un post pieno di cose che non mi piacciono.
E allora, non mi piacciono gli aerei: fobia innata, odio vederli, odio il rumore, odio i film dove si vedono. Odio pensare di doverne prendere uno, anche per scherzo. E odio l’altezza. Un po’ perchè non sono alto due metri, un po’ perchè soffro di vertigini. E ho veramente paura degl insetti: ragni, scarafaggi e quant’altro. Ma in particolare grilli e cavallette: il ragno cammina, lo tieni a distanza. La cavalletta salta, te la ritrovi ovunque e, diciamocelo, odio anche chi mangia gli insetti.
In fondo non è così difficile accontentarmi: non mangiate insetti, se volete viaggiare con me pianificate di farlo in treno, macchina o nave, non mandatemi un messaggio dopo una giornata passata insieme, non pretendete che faccia versi strani ai bambini (il che non impedisce di farli voi stessi), non rompetemi le palle con ‘sto cazzo di piercing al sopracciglio, e sopratutto, non sposatevi. Mai.
Come dice il saggio Cassini, il matrimonio è l’arte di risolvere in due quei problemi che da solo non avresti mai avuto.
Ma và che non sono così rompipalle. Mi riesce solo molto bene esserlo!
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Elw00d-Blues wrote:
01 giu 2005, alle 03:26Ciao, sono Alvise. Non ho saputo resistere alla tentazione di leggere il tuo blog! Però! Un gran bello sfogo! Detto tra noi, non ti ci vedo proprio con il piercing al sopracciglio….sarà perchè non sopporto i piercing. Circa la tua teoria del parlare ai bambini piuttosto che fargli dei suoni gutturali, ti assicuro che sono un suo sostenitore da prima di conoscerti. Intendiamoci, non è che gli devi decantare la Divina Commedia o L’Infinito, ma penso che la parola, e la comunicazione verbale di per sè, valgano più di mille versi. Invece, per quanto riguarda gli aerei….beh, io adoro gli aerei, ci vivrei a bordo se potessi! Vabbè, se mai dovessi fare un viaggio con te, mi regolerò di conseguenza. Circa il matrimonio…per il momento non mi esprimo. Ho vent’anni, francamente il matrimonio non è da contemplarsi ora (donne, fatevene una ragione, almeno per ora
). Detto ciò, ti salto cordialmente. Ci si vede prossimamente su questi schermi!
Elvis