Archivio di maggio 2005

Un’altra estate

Lascia un commento // Scritto il 13 mag 2005 // Personal

Vorrei un’altra estate. Un’estate da lasciare senza rimpianti.
Il profumo della bella stagione è inconfondibile.
Quando lo senti entrare dalla finestra senti accendersi speranze, idee.
Rinizi ad immaginare le facce e le voci dei tuoi compagni d’avventura. Quelli dei tremesipiùintensichecisono.
Vorrei un’altra estate. Una che si chiude con le solite promesse di una donna che non le manterrà mai.
Le promesse a cui fai finta di credere. Che fai finta di fare, ma che non puoi fare a meno di credere sincere.
Vorrei un’altra estate, con l’odore della cucina del ristorante sul mare mentre vai in motorino al falò sulla spiaggia. Il caldo del fuoco e il gelo dell’acqua. La brace che ti cuoce la cena.
Vorrei un’altra estate profumata di miscela, rumorosa di motore e gomme. Risate sotto al casco. Telefonate dell’ultimo minuto per organizzarci. Carovana fino alla pista. E ritorno.
Vorrei un’altra estate con l’aria salmastra e la sabbia bollente. Il sollievo dell’acqua salata dopo l’ennesima partita di beach. Il pallone che non c’è mai.
Intese perfette da scatenare gelosie. Di quelle che finiscono bene.
Vorrei un’altra estate dove ogni momento è una promessa per quello dopo. Una serie di grandi momenti da ricordare nei mesi dopo e ancora più in là. Tavolate in pizzeria che non vedi l’altro capo del tavolo.
Vorrei un’altra estate di risvegli piacevoli. Di quelli che se hai sonno ti basta chiudere gli occhi.
Vorrei un’altra estate, che il paradiso non esiste, ma si crea.
Chissà se l’avrò un’altra estate.

Don(n)a saggia

Lascia un commento // Scritto il 10 mag 2005 // Personal

E’ tutto un problema di attenzioni. Quelle che dai e che non dai.
Forse è vero che ho bisogno di un cambiamento nella mia vita, ma sinceramente non so da cosa potrebbe arrivare. Certe volte ho l’impressione di stare sprecando tempo, non mi sento produttivo e la cosa mi pesa.
Come al solito hai ragione a dirmi che faccio una marea di cose che tanta gente vorrebbe fare.
E’ risaputo quanto è difficile apprezzare quello che hai. Solo le persone veramente intelligenti ci riescono.
Non lo so se vale la pena continuare a pensarci. Forse la svolta arriverà e allora capirò cos’è meglio. Come succede quasi sempre, penserò "meglio prima" e tornerò indietro. Ma con molto più entusiasmo.
Una piccola svolta ho provato a darla in questi giorni. Non so con quale motivazione nè con quale forza, visto che mi mancano entrambi.
Ho provato una strana sensazione a leggere sul cellulare un messaggio di una persona che, qualche anno fa, me ne mandava molti più. Poi è cambiato tutto. Ora cambia di nuovo, anche se spero non troppo.
Cambia per colpa mia, o per merito mio, così come sempre io sono stato a decidere come dovesse andare tanti anni fa. Nel bene e nel male, forse.
Il solito immaturo.
Mi sono sentito dire molte volte in questo periodo di avere un caratteraccio. Mi rendo conto che c’è un sacco di gente che questo caratteraccio, non dico lo ama perchè sarebbe definirli implicitamente masochisti, ma tutto sommato lo sopporta egregiamente.
"Perchè perdere tempo a cambiare per persone che non ti amano, quando puoi essere te stesso per chi ti ama?" ha suggerito oggi la donna più saggia della terra. Che, come al solito, ha tirato fuori una perla di saggezza grossa così.

"Lascia perdere chi ama definire se stesso, perchè è sempre l’opposto di ciò che dice di essere." Inizia così il messaggio della donna saggia per darmi la buonanotte. Una che non usa mai il cellulare se non per dirti cose pesanti.
Che, come chi legge quasi sicuramente penserà, sono quelle che mi voglio sentir dire. Ma che mi frega di spiegargli che è il contrario. Stavolta do retta alla donna saggia.

A capo

1 Commento // Scritto il 07 mag 2005 // Personal

Altro venerdì, altra puntata.
Anche questa, forse sopratutto questa, goduta particolarmente. Sarà perchè mi sento meno fuori luogo, rispetto ai primi appuntamenti. Probabilmente è anche perchè i meccanismi iniziano ad ingranare e tutto viene meglio, più divertente, più rilassato.
Sarà paradossale, ma stare tutto il giorno chiuso dentro uno studio che visto in TV sembra 4 volte tanto, e che ogni volta che ci entri ha un clima diverso, comunque sgradevole o per il troppo caldo o per il troppo freddo, per me è liberatorio.
Così come scrivere frasi molto lunghe che bisogna leggere due volte per capire bene.
Ad ogni modo, non so dirvi perchè sia liberatorio. Forse mi piace perchè per una volta nessuno concorre al mio malumore. Anzi.

Sensazione stupenda.

Così come dire una cazzata, un’emerita cazzata, e sentirsi dire dagli autori del programma che "purtroppo per te (riferito al sottoscritto) è una bellissima idea". Che, se vedrà la luce, riderò per giorni.
Vabbè, sperarci è pure troppo. Accontentiamoci del complimento.

Intanto sento che i muscoli si rilassano. Finalmente tranquillità. Caotica, sana, tranquillità mia durante lavoro altrui.
Divertente lavoro altrui. Mi siedo in disparte.
"Ma perchè qui è sempre vuoto?"
"Perchè non lo inquadrano mai"
"E perchè non lo inquadrano mai?"
"Perchè è sempre vuoto."
Segue purtroppo per me bella idea.

"Credo che fosse giusto scrivere un vademecum sull’arte della capocciata in bocca…"
Questa secondo me è una bella idea…
"Ce l’ho io l’idea giusta…"
Anche questa è una bella idea…
"C’è una sfilata di modelle in langerie che ci disturba… magari facciamo dopo?"
Bellissima idea…
Brindiamo con Brandy.
Di marca.

Uno per venti

Lascia un commento // Scritto il 05 mag 2005 // Personal

Uno per la rabbia. Uno per il senso di colpa. Uno perchè c’ho voglia di fare danni. Uno perchè siete il fiammifero acceso e io sono la benzina.
Uno perchè tutti insieme non valgono quanto tu che stai bene di nuovo. Uno perchè non è finita qui, purtroppo.
Uno perchè non sei abituata a essere dalla mia parte. Uno perchè tanto ci devi stare ancora per un po’. Uno perchè piangi la notte col viso nascosto contro di me. Uno perchè pensiamo che il male fisico porta segni indelebili. Uno perchè quei segni ti cambiano la vita. Uno perchè non ci si abitua mai alle cose brutte.
Uno perchè sono tutti così infantili che pensi se valga la pena pensarci ancora. Uno perchè vorrei dire che me ne frega poco ma se mi vedi nervoso è proprio per quel motivo lì. Uno perchè tanto farò chiarezza. Uno perchè tanto li farò così chiari che diverranno trasparenti. (E quanto si capisce che non l’ho scritta io, troppo complessa).
Uno perchè volevamo passare un giorno diverso dal solito. Uno perchè è stato diverso dal solito, ma nel senso più negativo del termine.
Uno perchè è il penultimo e uno perchè è il ventesimo. La scatola di cioccolatini è finita.

Ricominciamo?

Vittime passate e vittime future

Lascia un commento // Scritto il 02 mag 2005 // Personal

Ho in mente solo parolacce. Cattiverie. Che vorrei dire e che non vedo l’ora di dire.
Volevo vederti. L’unica cosa che ho avuto di te, invece, è la voce spezzata dal male e dalla tristezza. Solitudine e malinconia, unita a delusione. Ce ne sarebbe per chiedere i danni.
Sono preoccupato. Per te, per come ti senti, psicologicamente. Fisicamente lo so già, non è neanche la prima volta e sappiamo che non sarà l’ultima.
Nonostante tutto devo sopportare gente che non mi conosce, pretende di conoscermi, poi decide che sono uno stronzo solo perchè ho una vita privata. Invidia?
Ho in mente solo parolacce. Da dire a questa gente.

Ho fatto come mi dicevi, ho lasciato perdere tutto e me ne sono andato. Non mi ha fatto altro che bene. La giornata è passata, ho un’abbronzatura che domani sparirà, mi sono tolto molte soddisfazioni e finirò di digerire il pranzo molto dopo che avrò finito di dire le mie parolacce e le mie cattiverie.
Mi sa che ho sbagliato tutto, di nuovo. Speravo di riuscire a rimanere più razionale, invece anche stavolta farò vittime. Ma stavolta non vedo l’ora di farle.

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