Perfetti e dannati

Scritto il 17 apr 2005 // Personal.

Lascio che sia lei stessa ad aprire gli occhi. Il fresco della prima mattina d’agosto entra dalla finestra aperta, il sole già inonda la stanza e si riflette sulle lenzuola. Lei abbraccia il cuscino e respira silenziosamente gli ultimi minuti del suo sonno, le labbra chiuse nell’unico momento in cui non assume nessuna espressione.
Il suono del mare si unisce alle voci di chi già è in spiaggia, l’unica cosa a riempire il silenzio del nostro piccolo mondo bello ed effimero. Apparentemente vuoto di sentimento e, al contrario, ancora più intenso. La leggerezza del nostro essere insieme per essere soli.
Apre gli occhi che ancora la guardo, perso nel razionalizzare la perfezione delle sue linee. Apre i suoi occhi così grandi che potrei leggere ogni pensiero, conoscere ogni suo desiderio, anche il più remoto. Mi regala il suo ennesimo sorriso incantato, splendido. Dannatamente effimeri. Eppure perfetti.

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