Il Nurburgring della verità
Scritto il 06 apr 2005 // Personal.Uno strano senso di insofferenza, come tante volte. Come tante volte, non ne capisco il motivo e mi arrabbio con me stesso, trasmettendolo all’esterno alle persone che mi circondano.
Mi isolo, lascio che la vita degli altri proceda senza incrociare la mia, solo qualche temporaneo e brevissimo incontro tanto per ricordarsi di essere ancora vivo.
In questi giorni preferisco casa mia, la mia stanza, le mie cose. I contatti col mondo esterno che si limitano a cose che, volendo, potresti ignorare. Mi lascio vincere dalla voglia di staccare completamente il cervello e mi metto a giocare.
Da una stupidaggine così parte la soluzione. Il capire cosa mi rende insofferente col resto del mondo.
Giro e rigiro sul circuito virtuale del vecchio Nurburgring, copia fedelissima, 20 km di asfalto e 170 curve per una sola tornata, un brivido lungo sei minuti. Pure se sei a casa davanti alla TV, quello che fai ti sembra comunque da leggenda, pure se c’è gente che lo fa davvero. Non mi sono mai imparato le piste con facilità, manco quelle di due o tre chilometri. Figurarsi quando sono 20. Giro e rigiro e mando a memoria marcie, velocità, curve e traiettorie. Buche e cordoli, gomme e intermedi.
Capisco cosa mi manca davvero: avere qualcosa di stimolante da conoscere. Mi manca la voglia di alzarmi la mattina per imparare qualcosa che mi piace, devo trovarmi una nuova passione, un foglio bianco da scrivere.
Mi manca la sensazione di quest’estate quando al tramonto mi sono messo a imparare (si fa per dire) lo skimboard. La soddisfazione ogni volta che ci riuscivo e le cadute ogni volta che sbagliavo. Più le seconde che le prime. Ma sentire fisicamente di apprendere un nuovo gesto, quello faceva bene.
Forse basterebbe anche una nuova conoscenza, una persona con mille particolarità da conoscere, una che ti stimoli a vederla per il fatto di voler sapere di lei quello che non sai. Imparare di nuovo qualcosa. Lasciarsi guidare dall’istinto e riuscire. Sbagliare contento di farlo.
Più vai avanti e più le cose si complicano. Quando conosci qualcosa nella sua quasi interezza, è facile stufarsi ed essere insofferenti. Ho capito tutto.
Da domani mi imparo il Nurburgring. In attesa di qualcosa di meglio.
Intanto il filone "articolo del cavolo con pretesa di risultare simpatico" continua. Visto che è piaciuto, ma che non può andare in veste ufficiale perchè è un po’ troppo spregiudicato, vi lascio il link… sperando che, anche se non conoscete affatto la F1, vi divertiate a leggerlo. Almeno quanto io mi sono divertito a scriverlo.
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Rosa_toti1 wrote:
06 apr 2005, alle 02:48Ciao molto bello il tuo spazio…baci
Rosa
Max_uruguayo wrote:
06 apr 2005, alle 02:48Bello spazio…
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