Dosi… di caffè
Scritto il 10 mar 2005 // Personal.La notte è passata, il dormiveglia ancora no. Sento che non sei vicina. Sento i passi in qualche altra stanza, ma non so dove. Il profumo del caffè mi sveglia quasi del tutto. La sua bellezza fa il resto.
Tra un po’ ripartirà e ognuno tornerà alla sua vita. Io sento già male. Sperare di avere tutto è inutile, presuntuoso, e me ne devo fare una ragione. Va così. Per essere malinconico hai tempo dopo.
Le braccia e la schiena dopo il concerto sono a pezzi, vorrei non alzarmi. La colazione arriva direttamente a letto. Per fortuna che stiamo insieme così poco: questa è la palestra della mia pigrizia. Non che ne avessi bisogno.
La vita torna normale: le persone intorno tornano quelle di sempre, affettuose e divertenti come al solito. Non è male, anchè così, c’è solo un’ombra che toglie la luce piena.
Meno male che ci sono i compleanni. Almeno, quelli degli altri. Occasioni per stare insieme, per vederci tutti fuori dai soliti posti. Con grande sollievo.
La festeggiata ha un compleanno che dura più giorni di quello degli altri (e quando leggerà… capirà), ovviamente per non ammettere la cruda verità mistifica che sia per festeggiare con tutti i suoi "amici di vite parallele."
Un’altra con vite parallele. Molto, ma molto più incasinate delle mie.
Ha ragione lei, dovrei saper dosare le mie attenzioni ma… a chi spetta la dose ridotta?
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