Dimensioni lontane
Lascia un commento // Scritto il 30 mar 2005 // PersonalSono contento che tu abbia letto e apprezzato la lettera. Sono ancora più contento del fatto che ti sei fatta sentire di nuovo. Telefonate notturne, parole sussurrate, anche se siamo soli, perchè ci sembrano troppo pesanti da dire ad alta voce. O forse per non rovinare il buio che ci circonda. Così lontani, così vicini. E’ bello sapere che stai bene, che l’aria di casa non è pesante. Che vuoi continuare a leggere quello che ho da dirti.
Ancora non ho capito come faccio a scordarmi quanto sto bene laggiù. Quanto siano tutti bellissimi, perfetti. Come sia più semplice svegliarsi la mattina, come anche fare la spesa sia piacevole, per il posto e per le persone. Per il profumo del caffè e del cornetto, dell’aria che si riscalda al sole che mancava da qualche giorno.
Mi mancava ritrovare la dimensione delle piccole cose, andare in giro a piedi, trovare di nuovo il piacere di guidare senza sentire il rumore dei clacson, scherzare con le ragazze del bar, mangiare il cioccolato e giocare a bowling.
La pasquetta è sempre stata l’inizio della stagione bella, quella più intensa e colorata, con il profumo della carne alla brace, l’insalata di riso fatta all’una di notte (grazie Simone), l’ombra degli alberi e il prato sotto la pelle. Il suono della chitarra che inizia mille canzoni e non ne finisce una.
Gli scherzi e le battute delle persone che ti mancano di più. I nuovi incontri con gente che non senti da una vita e con la quale non pensavi di rivederti ancora.
L’altro Massimo (che è veramente un’altra persona, nel senso letterale) che si fa attendere con il carico di posate e nessuno può mangiare se non arriva lui. E c’è chi scherza facendo finta di confondersi tra gli omonimi. Che non sa se cercare te o "l’altro". Ci scherzano, ma non sanno che è vero. L’altro me, quello buono, è rimasto lì. Quello che è tornato a Roma continua a contare i giorni. Non vede l’ora di ricongiungersi alla parte buona, perchè vuol dire ricongiungersi con quella dimensione che non conosce altro che piacere. Fisico e mentale.
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