Metafore e sollevamento pesi
Scritto il 24 feb 2005 // Personal.La mia mente e lo studio non sono d’accordo. La prima vorrebbe dedicarsi al ragionamento su piccoli quesiti esistenziali, tipo l’omertà, il secondo vorrebbe che il mio povero cervello si concentri su libri scritti così male che ti verrebbe voglia di farne un cartoccio e farlo ingoiare all’autore, tanto per fargli capire cosa si prova a dover masticare un malloppo di cazzate.
Intanto oggi, mentre camminavo sotto la pioggia maledicendo quella vocina che mi ha sussurrato "cosa prendi l’ombrello, ha smesso di piovere!", ho pensato che il bel tempo è un po’ come l’amore: non solo dura sempre troppo poco (per le tue intenzioni) ma quando ce n’è troppo ti stufi e vorresti un po’ di nuovoloni che portino neve.
Quando i nuovoloni arrivano, ma portano pioggia, ti incazzi solamente ripromettendoti che quando il bel tempo tornerà non te ne perderai un minuto. Tanto sai che non è vero.
Per fortuna che c’è gente che ascolta: delirii, confidenze, incazzature. Fa anche dei sacrifici per farlo. Spero che passi di qui per sapere che la ringrazio. Non solo per la compagnia o per l’aiuto, ma perchè ha fatto qualcosa di speciale: mi ha fatto pensare. Vedere le cose sotto prospettive diverse. Non è da tutti, non è per tutti. Grazie ancora. Ho ricambiato mostrando palazzi sul punto di crollare.
La cosa che ho capito è che il sollevamento pesi non fa per me, ma certe volte è necessario abbattere la pigrizia. Non sempre i pesi li può sollevare qualcun’altro. Evviva le metafore.
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