Non solo la neve se ne frega
Scritto il 23 feb 2005 // Personal.Palestrina non è poi così lontana. Chi sta lì, tra un panino e l’altro, si ritrova non solo sommerso di neve, ma ti convince pure che tra poco a Roma subiremo lo stesso trattamento, portando foto del pupazzo di neve ad alimentare le mie speranze.
Ti piacerebbe, eccome, fare un bel pupazzo di neve, ma l’unico punto dove reperire materiale è il freezer da dove stai tirando fuori il "pranzo del single" per eccellenza, roba da mettere nel microonde senza neanche tirarla fuori dalla scatola. Tempo di cottura cinque minuti, tanto per non aggiungere difficoltà.
Mentre ti affacci alla finestra, sperando che la nevicata arrivi anche da te, non puoi evitare di accorgerti non solo che fa 11 gradi, ma anche che il cielo oggi è più azzurro della nuova maglietta che hai comprato, di cui, tra l’altro, sei molto orgoglioso. Saresti uscito più felice dal negozio se la commessa ti avesse dato il suo numero di telefono, ma intanto ti accontenti di essere salutato quando passi davanti alle vetrine. Sono soddisfazioni anche queste. La neve mi sarebbe piaciuta di più.
Visto che ai vestiti hai ampiamente provveduto, prendi dispense e appunti e vai a studiare dal barbiere pretendendo di farlo mentre attendi il tuo turno: ovviamente lo trovi non solo senza alcun cliente, ma che sta anche leggendo Topolino. Così non solo è contento di fare qualcosa, ma ti lasci pure trascinare (con un certo divertimento) in una discussione sulla F1 moderna, passata, futura e ipotetica. Con buona pace del Francese, che le chiedano a Todt le differenze tra la sua lingua e la nostra.
E’ arrivata sera e le condizioni metereologiche sono stabili, così le speranze di costruire un pupazzo di neve scompaiono.
Lo sapevo io, la neve se ne frega di me. E non solo lei.
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